Ladispoli, caos centri estivi: prezzi imposti e “raddoppiati”

 

I genitori alzano la voce e chiedono la riduzione: “Così siamo costretti a mandare i nostri figli a Cerveteri o in altri comuni”

 

Egregio Direttore, Le scrivo a nome e per conto di un gruppo di genitori di Ladispoli. Quest’anno, nell’intento di iscrivere, come ogni anno, i nostri figli ad un noto centro estivo del territorio, ci siamo visti prospettare dai gestori privati tariffe quasi raddoppiate rispetto all’anno precedente! Un fatto che riteniamo oltremodo increscioso e ingiusto, anche perchè, in un momento non certo roseo per le famiglie con genitori lavoratori, ci si aspetterebbe di trovare agevolazioni e prezzi calmierati per quanto concerne, soprattutto, i servizi all’infanzia! Ci è stato invece richiesto un importo dai 120 ai 140 euro (a settimana!) per ogni bambino, quando invece, l’anno scorso, per lo stesso servizio di campus, avevamo concordato una retta pari ad un massimale di 80 euro! Un aumento di quasi il doppio da un anno all’altro: cosa c’è che non va? Alle nostre rimostranze, i gestori del centro, con un certo imbarazzo e mortificazione, hanno risposto che i prezzi, quest’anno, NON sono stati decisi in autonomia, bensì sono stati “imposti” dal Comune. Ovvero il Comune avrebbe, dopo aver convocato alcuni centri estivi e associazioni di categoria, “suggerito” senza sufficiente dibattimento, l’applicazione di tariffe “unificate” per tutte le strutture, che si sono trovate inserite in automatico in questa sorta di protocollo. Tariffe unificate, ma quasi raddoppiate? Ci chiediamo, da genitori: chi può avere interesse a caldeggiare tale decisione che va a discapito delle famiglie? Dov’è il senso? Da un ente non ci si dovrebbe aspettare che se si impongono tariffe unificate lo si faccia per calmierarle e non per raddoppiarle Un mistero a cui non si trova risposta. Inizialmente si potrebbe pensare che il provvedimento sia stato così adottato in funzione di aumentare il margine per i gestori, ma in realtà anche i gestori si sono detti sconcertati da tutto questo, confermando che il provvedimento di innalzamento delle tariffe si ripercuote negativamente anche sulle iscrizioni, e che pertanto danneggia, oltre alle famiglie, anche le imprese private ed i lavoratori dei centri. Strutture che, ci lasciano intendere i gestori, se potessero agire in libero mercato cercherebbero di calmierare la tariffazione allineandola agli anni precedenti nonostante i costi di adozione dei nuovi parametri di sicurezza Covid imposti dal DCPM. Di fatto ad oggi molte famiglie starebbero chiedendo informazioni per iscrivere i propri ragazzi ai centri estivi, ma infine, a causa dei costi non congrui rispetto alle esigenze, starebbero desistendo, optando per non iscrivere i propri ragazzi a Ladispoli, per prediligere i centri dei comuni vicini. Con spirito critico e genitoriale in primis, abbiamo consultato anche altre strutture sempre del territorio di Ladispoli, per verificare la questione, ed in effetti abbiamo constatato che anche altri centri estivi prospettavano le medesime tariffe lievitate, manifestando il medesimo problema di calo delle iscrizioni nella vasta utenza. Inoltre, nel corso della stessa settimana, abbiamo però notato che nel vicino comune di Cerveteri i prezzi sono decisamente più bassi. A cerveteri insiste infatti, oltre ad una tariffazione di base molto accessibile, anche una differenziazione progressiva in relazione alla scelta della tipologia di servizi offerti. Chiediamo tramite la vostra spettabile testata di poter rivedere questo provvedimento per prendere in esame altre strade per la nostra Ladispoli, anche perchè in alternativa saremmo costretti a mandare i nostri figli a Cerveteri o in altri comuni, con disagi di accompagnamento e con grande rammarico per non poter più far frequentare, ai nostri ragazzi, il centro in cui sono cresciuti ed hanno visto crescere le proprie amicizie. Grazie per l’attenzione.

Lettera firmata