Parere negativo per la valutazione di impatto ambientale da parte della Pisana per la realizzazione della pompa di benzina a circa 100 metri dall’Oasi protetta La Regione Lazio ha bocciato il distributore a Torre Flavia

La Regione Lazio dice “no” alla realizzazione del distributore di carburanti a confine con la Palude di Torre Flavia. Un bel sospiro di sollievo per i volontari, cittadini e ambientalisti che appreso del progetto avevano iniziato anche una raccolta firme per cercare di mettere un freno alla realizzazione dell’opera che avrebbe potuto minare il delicato equilibrio della Palude. «Una trasformazione pericolosa – avevano tuonato dal wwf – suscettibile di indurre sversamenti di idrocarburi, comunque impermeabilizzazione dei suoli e inoltre disturbi rilevanti all’avifauna, collocata inspiegabilmente in un’area extraurbana e in un contesto paesaggisticamente di grande qualità, contro qualsiasi principio di precauzione». Considerazioni peraltro che anche il gestore dell’area avrebbe espresso alla Regione Lazio chiamata a rilasciare il suo parere a tal proposito. Come evidenziato più volte dagli ambientalisti e dai volontari che da tempo operano all’interno del Monumento Naturale a confine tra Ladispoli e Cerveteri e che negli ultimi anni ha visto un’ampia riqualificazione e una vastità di interventi a tutela della flora e della fauna che lo popola (l’airone bianco maggiore, la garzetta, il gufo di palude … solo per citarne alcuni), il distributore di benzina sarebbe sorto a poco più di 100 metri dalla Zona a Protezione speciale, proprio dove passa una delle fonti d’acqua realizzate dal consorzio di Bonifica “Tevere Agro Romano” che ha permesso di immettere all’interno della Palude circa 10mila mc di acqua. Fonte che, come più volte evidenziato sempre da ambientalisti e volontari, rischierebbe di essere inquinata dagli scarichi del distributore di carburante che andrebbe, peraltro, a disturbare l’equilibrio della Palude a causa anche di immissioni sonore e luminose oggi inesistenti in quella zona. Impatti di cui la Regione Lazio avrebbe dunque tenuto in estrema considerazione per la sua valutazione, e che l’avrebbe portata a concordare con quanti ad oggi si sono opposti alla realizzazione dell’opera, tanto che l’avrebbero spinta a fornire, per la valutazione di incidenza ambientale, parere negativo alla realizzazione dell’impianto. Sfumerebbe dunque così la possibilità di andare a realizzare la pompa di benzina in un’area “cuscinetto” (come si potrebbe definire) alla Palude di Torre Flavia, dove magari, volontari e proprietari dei terreni in questione, potrebbero lavorare insieme per la realizzazione di un più ampio sito naturalistico che potrebbe certamente favorire anche l’incremento turistico della zona con ricadute positive per l’indotto economico di pubblico e privato.