“I 7,5 milioni delle farmacie comunalisono il vero tesoretto di Cerveteri”

Intervento del presidente della Multiservizi Caerite, Claudio Ricci

Chi ha detto che le farmacie comunali devono essere in perdita o rimanere con gli scaffali vuoti? Anzi, non solo ci sono esempi di efficienza e redditività ma anche di inventiva che i mesi di Quarantena Nazionale hanno affinato. È il caso dei negozi a croce verde di Cerveteri che quest’anno hanno chiuso un bilancio con fatturato da 7,5 milioni di euro: roba da grande azienda, i cui benefici ricadono sui cittadini che possono incamerare un tesoretto da usare quando fa comodo. Il rischio è che possa essere speso per un contenzioso in atto ma almeno non peserà sui ceriti. A dare il via questo meccanismo virtuoso, per la verità iniziato già da qualche anno e che sta raccogliendo i frutti oggi, la Multiservizi Cærite ovvero la partecipata del comune di Cerveteri a cui sono stati affidati una serie di servizi come la manutenzione del verde e dell’illuminazione pubblica oltre alle stesse farmacie. E lo stesso presidente della partecipata Claudio Ricci prova a spiegare il “fenomeno” che si trova a gestire: “Va specificato che i 7,5 milioni sono relativi solo alle farmacie – precisa – e nei primi 6 mesi del 2020 il fatturato è rimasto costante rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Con una differenza: è il mercato virtuale che nei primi 6 mesi in Italia ha perso il 3% circa. Per ora con la Caerite siamo ad un +6% con obiettivo di arrivare entro giugno 2021 al 12%”. Meglio fermarsi con i numeri, andando sul pratico: cosa ha lanciato una servizio pubblico nella galassia del mercato più feroce e con risultati sorprendenti: “La spinta è arrivata dalla consegna dei farmaci a domicilio tramite farmaci.me, la nostra piattaforma. Fortuna o lungimiranza? Non saprei, ma l’organizzazione della consegna era partita a settembre 2019 attraverso uno studio apposito perché il regolamento presentava dei coni d’ombra. Poi c’è stato il Covid e ci siamo trovati pronti a partire con il personale e la piattaforma. Solo che eravamo strutturati per qualche ordine giornaliero mentre ce ne sono arrivati a decine. Il domicilio viene effettuato nelle aree di prossimità cioè a Cerveteri e Ladispoli mentre una fetta di mercato è di puro commercio on line di prodotti senza ricetta”. Ricci spiega il perché del funzionamento: “Per due ragioni: la struttura è già organizzata per il confezionamento da effettuare per il domicilio. Poi c’è il potere contrattuale nei confronti dei fornitori. Infine, la scelta di andare su una piattaforma di comparazione di prezzo. Altra sorpresa: pensavo a una competizione molto più feroce e invece siamo competitivi”. Finale su questa fetta di mercato: “Il vantaggio dell’e-commerce è l’essere un di più rispetto al lavoro classico della farmacia, che peraltro copre ampiamente i costi di consegna a domicilio. Quella virtuale – conclude il presidente Claudio Ricci – è di fatto la sesta farmacia di Cerveteri, un asset che il Granarone può utilizzare come crede”. (www.terzobinario.it)