Caso Cavaliere, Trani all’attacco:“Vaneggiamento giuridico controla città e Grando, tacendo, acconsente”

 

“Ancora tu?!? E ancora insiste. Non è bastata la figuraccia fatta partecipando alla manifestazione negazionista. Adesso si aggiunge il vaneggiamento giuridico, contro la città. Al Sindaco Grando non viene in mente di smentire queste farneticazioni, e prendere adeguati provvedimenti? Peraltro nel vaneggiamento il consigliere Cavaliere ribadisce che con la fascia tricolore – quel giorno – rappresentava tutta l’amministrazione Grando. Non certo Ladispoli. In moltissimi abbiamo provato a dirglielo. Ma non ci sente”. Eugenio Trani

 

Azione Cerveteri-Ladispoli:

“Se il Sindaco si dissocia

dalle parole di Cavaliere

revochi tutte le sue deleghe”

Riceviamo e pubblichiamo: Il Gruppo Ladispoli-Cerveteri in Azione, dopo aver inutilmente atteso chiarimenti e un gesto concreto da parte del Sindaco Grando per dissociarsi dalle dichiarazioni del consigliere Cavaliere, per il buon nome della Città, ritiene doveroso intervenire nel dibattito a maggior ragione dopo le incredibili dichiarazioni di ieri sera dello stesso consigliere. Per sua stessa ammissione infatti, il dott.Cavaliere dice di essere stato delegato dal Sindaco a presenziare la manifestazione dei negazionisti, a nome della Città di Ladispoli in virtù delle deleghe ricevute, pertanto chi se non il Sindaco è responsabile di quanto accaduto? Se è certamente vero che Ladispoli ha consentito finora al dott. Cavaliere di esprimere liberamente le sue strampalate opinioni su scie chimiche, contrarietà ai vaccini e infine sulla “presunta pandemia” da Coronavirus, mai ci saremmo aspettati che tali posizioni sarebbero state espresse a nome della Città con l’autorizzazione del Sindaco e l’uso della fascia tricolore durante un evento seguito a livello nazionale. Rivolgiamo quindi al Sindaco Grando le seguenti domande alle quali si spera vorrà rispondere non ai giornali ma al Consiglio Comunale: E’ questa la “formazione del cittadino” che Grando intende affidare a Cavaliere con la delega conferitagli? A base di negazionismo, no-vax e scie chimiche? Come può dire di non condividere le posizioni di Cavaliere sui vaccini, sulla pandemia e sulle scie chimiche (si spera!) e al tempo stesso conferirgli fascia tricolore e deleghe alla formazione del cittadino? Come si conciliano le posizioni del consigliere Cavaliere con la Sua “vergogna per i giovani di Ladispoli” per il mancato rispetto delle disposizioni anti Covid? Crede anche Lei, signor Sindaco, che quella in atto sia una “presunta pandemia” come afferisce il consigliere Cavaliere? Come può dire che non conosceva il tema della manifestazione se tutte le principali testate giornalistiche e mediatiche l’avevano già battezzata come “La manifestazione dei negazionisti?”; Infine, ma non meno importante: è consapevole che l’utilizzo della fascia tricolore è consentito solo a Lei e al Vice Sindaco e non può essere delegato a nessun consigliere, per nessun motivo? Sappia il Sindaco Grando che Ladispoli non è una città negazionista! Ladispoli non rifiuta i vaccini! Ladispoli – lo dicono i numeri delle vaccinazioni e il comportamento esemplare di tanti cittadini rispettosi delle disposizioni anti Covid – è perfettamente consapevole dei rischi di quella che è senza alcun dubbio una pandemia che non ha raggiunto proporzioni ancora più gravi solo per l’attento rispetto delle suddetti disposizioni. Purtroppo l’intervento del consigliere Cavaliere rappresenta un danno di immagine enorme e l’ennesima umiliazione per il nome di Ladispoli che può essere sanata dallo stesso Sindaco Grando, solo in un modo: revocando con effetto immediato tutte le deleghe conferite al consigliere Raffaele Cavaliere e invitandolo a dimettersi per l’imbarazzo creato alla Città. Auspichiamo che in futuro il Sindaco Grando faccia un uso più accorto della concessione della fascia tricolore, per il buon nome e l’immagine della Città di Ladispoli che rappresenta e delle deleghe, assicurandosi di conoscere almeno le posizioni personali del delegato sui temi per i quali è chiamato a conferire in nome della Città e della sua Giunta”. Il Gruppo Ladispoli-Cerveteri in Azione

 

 

“Le dichiarazioni di Cavaliere basate

sul nulla di scientifico. Rispetto per la vita!”

 

Riceviamo e pubblichiamo – Gentile Direttore, ho letto la lunga lettera del delegato del Sindaco di Ladispoli Raffaele Cavaliere che ritengo per lo meno indisponente e alla quale replico, con poche righe, ricordando che la Corte Costituzionale considera il diritto alla vita “riconosciuto implicitamente – come “primo dei diritti inviolabili dell’uomo” (sentenza n. 223 del 1996), in quanto presupposto per l’esercizio di tutti gli altri – dall’art. 2 Cost. (sentenza n. 35 del 1997)”. Sono un cittadino ultrasettantenne con un precario stato di salute e desiderando ancora una vita terrena, pur se precaria, Le chiedo di evitare per il futuro la pubblicazione di argomentazioni No Covid, No masck, etc, basate sul nulla di scientifico per il rispetto alla vita di noi cittadini. Tali argomentazioni, soprattutto in periodo di crisi sia sanitaria che economica, le ritengo estremamente pericolose e fuorvianti. Basta poco per creare un nuovo cluster con nuove limitazioni, ulteriore povertà e nuovi decessi, e il Dott Cavaliere che oltre a essere un politico della attuale maggioranza è un noto psicologo, non potendo non saperlo, dovrebbe astenersi dall’invio di tali comunicati. Chiedo al comune che mi rappresenta di esprimersi ufficialmente in merito ai quali provvedimenti per la salvaguardia della salute e delle attività economiche della città vorrà assumere. Ladispoli seguirà le indicazioni fornite dal suo delegato Cavaliere? Desidero sapere se sia consigliabile, per lo meno, a noi ex giovani continuare a vivere in questa che una volta era chiamata la città della salute. Che Ladispoli sia divenuta, a nostra insaputa, ex città della salute?

Gaetano Minasi