Distanziamento in classe non garantitoe gli alunni del Cena restano a casa

Prosegue la protesta dei genitori per le classi “pollaio”.

Intanto la scuola resta chiusa a causa di un guasto idrico

Non si può negare che di tempo per sistemare le Scuole prima della riapertura dello scorso 14 settembre ne abbiano avuto a sufficienza. Eppure la Giovanni Cena di Cerveteri si è ripresentata ai ragazzi, che non vi mettevano piede dai primi dello scorso marzo, con bagni del primo piano guasti, aule “pollaio” che non garantiscono il distanziamento tra gli alunni che quindi sono costretti ad indossare la mascherina anche per otto ore al giorno, le tende della protezione civile in giardino che avrebbero dovuto fungere da aula ma sprovviste di servizi igienici (e dunque con gli studenti costretti a dover uscire fuori in balìa del caldo o della pioggia). Per tutti questi motivi i genitori in particolare degli alunni delle scuole medie del Giovanni Cena si sono visti costretti ad innescare una protesta non facendo entrare i propri figli nelle proprie aule. In totale sono 45 i ragazzi che nei giorni scorsi hanno lasciato i banchi delle loro classi vuoti. «Se prima la scuola era invivibile – ha commentato la rappresentante di classe, Katia Blasi – ora con l’emergenza covid lo è di più. Hanno avuto un’estate intera per lavorare e per adeguare gli istituti scolastici (riferendosi ad amministrazione comunale e dirigenza scolastica, ndr)». Adeguamento che però non c’è stato e che aveva portato, inizialmente, a montare quelle tende in giardino, rimaste chiuse dopo le lamentele dei genitori. Problema non risolto però. Le classi sono troppo piene (si parla di due classi da 24 alunni) e così i ragazzi sono costretti a indossare la mascherina anche se seduti al banco. «I nostri figli – ha proseguito Blasi – non possono pagare questo prezzo». Tende che però, secondo le informazioni ottenute dai genitori non sarebbero compatibili all’utilizzo che la scuola ne doveva fare. «Si tratta di tende pneumatiche da campeggio e non di tende strutture», tanto che proprio i genitori hanno fatto richiesta alla Asl per verificare che siano dotate dell’agibilità e della staticità. Ma ad oggi si attende ancora la risposta. E così i genitori hanno deciso di protestare per far sentire la loro voce e dire basta e che si protrarrà anche nei prossimi giorni: «Andremo fino in fondo, anche dal Sindaco perché è lui che ci ha messo in queste condizioni». Una situazione di disagio, quella vissuta al Cena che come ha tenuto a precisare la rappresentante di classe non coinvolge solo gli studenti delle scuole medie ma anche i bambini delle elementari. Anche qui, in alcune classi, gli alunni sono obbligati a indossare la mascherina per il mancato distanziamento tra i banchi. Con le mamme di questi bambini molto preoccupate per il futuro prossimo.