Francesca Cennerilli tra tensione etica e sdegno

 

Intervento del vice sindaco sulle polemiche che avvolgono la Giovanni Cena

Francesca Cennerilli tra tensione etica e sdegno

Nel rimpallo di responsabilità tra scuola ed amministrazione, rimangono incastrati gli alunni della scuola che, oltre alle difficoltà nazionali, si trovano anche quelle di carattere locale.

 

di Alberto Sava

 

Il vice sindaco e assessore alla scuola Francesca Cennerilli interviene sulle polemiche che hanno investito il Cena: “Trovo paradossale quanto sta avvenendo. Sui social dibattiti fatti di botte e risposte, di detto e non detto, di chi fa la gara a chi dà la soluzione che tenga più in considerazione la propria opinione rispetto a quella degli altri. E trovo assurdo che questo avvenga tra istituzioni. Lo trovo ancora più fuori luogo quando tutto questo sembra avere come unico obiettivo far sbilanciare l’asta della ragione a proprio piacimento. Io non ragiono e non agisco così. Tutto questo non può essere la soluzione al problema, né il modo di affrontare il problema di per sé. Quanto andava detto sulla vicenda dell’istituto scolastico Giovanni Cena è stato detto, scritto, pubblicato e soprattutto documentato. Esattamente come è avvenuto per ogni incontro fatto; e ne sono stati fatti tanti, credetemi, molti di più di quanti non siano stati fatti per gli altri istituti. E anche questo significherà qualcosa. Ogni telefonata è avvenuta in presenza degli uffici, ogni sopralluogo, ogni appuntamento, ogni riunione telematica ed ogni conversazione whatsapp testimoniano la massima volontà da parte dell’Amministrazione di trovare soluzioni laddove si intravedessero problemi di sorta. Giornate e serate intere a parlare, anche per aiutare quando sembrava che qualcuno non arrivasse da solo. E poi ancora oggi, dopo tutto questo, devo leggere inesattezze, fatti cambiati e accuse. Forse a qualcuno sfugge che il futuro dei nostri bambini non può giocarsi sul tavolo dello scarica barile. Se sono stati commessi degli errori (cosa che può accadere a chi lavora), da parte di tutti, scuola compresa, è innegabile che sono stati commessi nell’agire, piuttosto che nell’aspettare, nel decidere piuttosto che nel tergiversare; con l’unico obiettivo Comune di poter individuare soluzioni utili alla cittadinanza e soprattutto agli alunni. Ognuno nel suo ruolo però, ed ognuno con la propria responsabilità. Ruoli e responsabilità. Senza cercare di scaricare addosso agli altri, cosa che io ancora oggi sottolineo. Perché non si può pensare che non sia così, soprattutto quando sono i fatti e i documenti a dimostrarlo, e non le chiacchiere, né quelle da bar, né quelle da social, né tanto meno quelle sulle chat. E, mi sembra giusto sottolinearlo, quando si sostiene una posizione, poi si deve essere in grado di poterla dimostrare. Soprattutto se si sceglie un incarico che comporta delle responsabilità. Noi, come sempre, e come è stato in tutta questa estate, con il torto o con la ragione, siamo qua. Disponibili al dialogo, pronti ai confronti pubblici, agli incontri con i genitori, con la scuola, con tutti. Proprio perché nessun tentativo deve essere lasciato intentato quando si ha a che fare con i nostri alunni. E soprattutto niente deve diventare strumentale quando si parla dei bambini. Io questo ce l’ho ben chiaro. Spero valga anche per chi ancora cerca capri espiatori, invece magari di fare l’unica cosa necessaria: assumersi le proprie responsabilità. Io non faccio accuse, in queste settimane, nonostante avrei potuto dire molto, sono rimasta a lavorare in silenzio. Ma sono qui, sempre; e spero di cuore che si lavori tutti insieme per trovare soluzioni che portino vantaggi ai i bambini, alle famiglie e a tutto il personale scolastico. Non certo medaglie da mettere al collo per dimostrare le proprie ragioni. Ogni altro commento lo lascio agli incontri che verranno, ai luoghi istituzionali dove vanno affrontati. Le bacheche social le lascio per gli auguri di compleanno”.

 

Fin qui la replica dell’assessore, sui cui contenuti e sulla cui tensione etica e finanche morale non si può muovere il minimo appunto. Raramente le veline provenienti dai rappresentanti delle istituzioni cerveterane hanno offerto prova di equilibrio, volontà di risolvere problemi e persino magnanimità d’animo dinanzi alle accuse di sciatteria, per altro restituite al mittente con sdegnata amarezza. Detto questo, però, nel rimpallo di responsabilità tra scuola ed amministrazione, rimangono incastrati gli alunni della scuola che, oltre alle difficoltà condivise a livello nazionale con tutti i loro coetanei, si trovano in aggiunta quelle di non poco conto di carattere locale. E allora, sarebbe forse il caso che, dinanzi agli appunti abbastanza lineari, logici e pratici mossi dalla scuola, l’assessore si concentri con più pragmatismo e meno ‘poesia’ nell’esibire, ovviamente solo per amore della verità,  i documenti a cui fa genericamente riferimento, che dovrebbero testimoniare un impegno pressoché inappuntabile, per poi passare oltre e garantire un minimo di continuità didattica, senza scaricare barili, non tanto sulla scuola, quanto sulle famiglie.