Italia in Comune Ladispoli contro Grando: “Altro che no al cemento”

Dito puntato contro la realizzazione di palazzine al posto dei villini in centro città

 

Palazzine anche di cinque piani al posto dei villini. E’ quanto contestato da Italia in Comune Ladispoli al sindaco Alessandro Grando. Noi di” Italia in Comune Ladispoli” ricordiamo perfettamente Grando quando urlava ‘basta cemento’, durante la campagna elettorale nel 2017, subito dopo cosa è cambiato?”, si chiedono. “Forse quello che fa realizzare lui è a KM 0 e Bio? Il Sindaco ambientalista, a corrente alternata in campagna elettorale, diventa palazzinaro subito dopo essere stato eletto”. “Una famosa canzone cita ‘come si cambia per non morire’,ma andiamo ai fatti,subito dopo il suo insediamento,esattamente il 29/12/2017 il Sindaco ambientalista porta in giunta la delibera n°245 dove si danno le indicazioni agli uffici come gestire le richieste sui trasferimenti di cubatura, indicando in modo generico che in tutta la zona B del nostro territorio è possibile spostare la cubatura (la zona B per capirci è la parte che va dal bosco di palo fino alla fine di via Roma e la ferrovia) senza entrare nel tecnicismo e far comprendere al cittadino che legge di cosa si stia parlando, la delibera autorizzava lo spostamento di volumetria di un lotto in Via Roma, verso un lotto al centro della Città”. “Di fatto realizzare un bel palazzo su un lotto al centro dove prima c’era un bel villino ad un piano, realizzare un bel palazzo di cinque piani,perché il Sindaco, contro la cementificazione, a pochi mesi dal suo insediamento,non avendo nessun obbligo fa un atto che consente tale spostamento? favorendo guadagni ad alcuni costruttori perché? Oltretutto Senza nessun vantaggio per i cittadini”. “La cosa più grave è che la legge urbanistica non lo consente, cosi come previsto nella delibera 2017, ma lo consente soltanto nel caso dove il comparto è lo stesso, come si evince nella risposta avuta, alla nostra interrogazione regionale fatta al Presidente e all’Assessorato al Territorio della Regione Lazio proprio sul deliberato del Comune, e guarda caso (coincidenza) dopo la risposta della Regione del 03/07/2019 il 29/11/2019 n°231 il Sindaco approva una delibera con Oggetto: ulteriori chiarimenti sugli spostamenti di volumetria”. “In sintesi fa una clamorosa retromarcia e ammette che non si poteva e non si potrà più fare quello che è stato autorizzato prima, cioè spostare la cubatura da una zona B1 alla B2 visto che nella nostra Zona B ci sono sottozone B1-B2-B3-B4-B5, adesso cosa succederà a quei palazzi costruiti al centro della nostra Città?”. “Al posto di Villini,senza nessun vantaggio per i cittadini? E avendo offerto un beneficio non possibile, contro la legge urbanistica?”, si chiedono da Italia in Comune Ladispoli. “E cosa succederà a quei cittadini che in virtù del deliberato 2017 avevano comprato cubatura altrove per realizzare la loro palazzina? Chi pagherà per questa ferita alla città? Ci auguriamo chi di dovere faccia giustizia, anche se noi crediamo che il giudizio è soprattutto politico”. Riflettori puntati anche sull’aspetto politico: “Sia i consiglieri di maggioranza ma anche TUTTE le componenti di opposizione non si siano accorte di una cosa così Grave, dove sicuramente chi ha usufruito di questo vantaggio ne ha tratto un sostanzioso guadagno economico, e ferito il territorio . Questa vicenda non finirà con questo comunicato, e come ovvio abbiamo già fatto richiesta di accesso agli atti e poi giudizio agli elettori”.