Sono 68 le tartarughine caretta caretta che hanno preso il largo da Campo di Mare

Domenica pomeriggio l’apertura del nido da parte dell’associazione Tartalazio

Sono ben 68 le baby caretta caretta che nei giorni scorsi hanno preso il largo, per la prima volta, dalle spiagge della Palude di Torre Flavia. A contarle ieri i responsabili di Tartalazio durante le fasi di apertura del nido. Tre giorni fa, la prima schiusa delle uova con i volontari, gli uomini della Capitaneria e Tartalazio che hanno continuato a monitorare il nido per altre 48 ore in attesa di qualche altro uovo da schiudersi. «Solitamente – ha infatti spiegato il coordinatore Tartalazio, Luca Marini – prima esce il gruppo più sostanzioso e nelle ore successive qualche altro piccolo gruppetto». Ma questa volta è andata diversamente. Le baby tartarughe hanno deciso di uscire tutte insieme. «Pensavamo fossero 30/40 ed eravamo soddisfatti – ha aggiunto Marini – ora invece siamo a 68, il 75%», con i volontari ed esperti di Tartalazio che avevano anche controllato che nessuna tartaruga fosse rimasta “prigioniera” delle onde del mare. Marini ha inoltre ricordato che trattandosi di un nido traslocato le possibilità di schiusa c’erano sì ma si sarebbero potute fermare a molti meno nati. «In quello traslocato qualche anno fa su 88 ne erano nate 34 perché il trasloco è pericoloso e va fatto solo quando necessario». In questo caso la caretta caretta dopo una prima “passeggiata” a Campo di Mare, disturbata da bagnanti e flash aveva deciso di allontanarsi per poi rifugiarsi sulla spiaggia di Palo, nei pressi dei bunker. Ma la notte stessa il nido venne trasferito nuovamente a Campo di Mare, là dove la mattina era stata avvistata, a causa delle mareggiate che avrebbero potuto mettere in pericolo il nido. Una decisione fortemente contestata dall’amministrazione comunale ladispolana e in particolar modo dal vicesindaco e assessore al Demanio marittimo, Pierpaolo Perretta che aveva anche inviato una lettera a Tartalazio chiedendo spiegazioni sul cambio di Comune. Se è vero che in quel preciso punto le uova sarebbero state in pericolo a causa della vicinanza al mare, allo stesso tempo l’Assessore voleva sapere perché non si era optato per un altro punto delle spiagge ladispolane, anziché sconfinare a Cerveteri. Mentre ancora si cerca una risposta, le uova si sono schiuse, le tartarughine hanno preso il largo, e chissà magari torneranno tra 20 anni a nidificare proprio a Campo di Mare. Perché, come spiegato dal responsabile di Tartalazio, Luca Marini, «le tartarughe spesso nidificano nello stesso posto, ma devono trovare anche spiagge nuove dove non hanno mai nidificato. Ora, dato che solitamente tornano a nidificare nello stesso posto, probabilmente tra 20 anni torneranno qui, sempre se la spiaggia ci sarà ancora». Soddisfatto anche il responsabile della Palude di Torre Flavia, Corrado Battisti presente alle operazioni di apertura del nido. «Questa spiaggia – ha detto – diventa una spiaggia ecologica di altissimo valore».

 

Pascucci: “Un grande

risultato per il nido”

“Un grande risultato per il nido”. A dirlo è il sindaco Alessio Pascucci che ha commentato la schiusa delle uova dopo l’apertura del nido da parte di Tartalazio.“Sono in totale 68 le tartarughine nate sulla spiaggia di Campo di Mare all’interno della Palude di Torre Flavia”, ha spiegato. “La schiusa di venerdì mattina, quando annunciammo la nascita dei primi 30/40 esemplari, pensavamo fosse solamente l’inizio di un lieto evento ed un vero spettacolo della natura.In realtà le tartarughine erano cominciate ad uscire dalle uova già durante la notte tra giovedì e venerdì, riuscendo a prendere la strada del mare grazie al corridoio di lancio naturale allestito da TartaLazio e dai volontari. Ma questo, a primo impatto nessuno poteva saperlo”. “Così, non avendo visto nuove nascite nelle ultime 60 ore, poco fa gli esperti si sono recati in spiaggia per scavare la sabbia e controllare la situazione del nido.Lì la scoperta: in tutto sono nati 68 esemplari di tartaruga marina”. “Purtroppo 22 non si schiuderanno mai, in quanto considerate “uova sterili”.In ogni caso un grande risultato per il nido, deposto in una sera di burrasca estiva, schiusosi in un fine settimana di burrasca di inizio autunno”.