Grando: “Se fossimo alla prima fase dell’emergenza Ladispoli oggi sarebbe una zona rossa”

Il Sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando
“Se fossimo alla prima fase dell’emergenza Ladispoli oggi sarebbe una zona rossa per numero di contagi, noi abbiamo messo in atto tutte le misure restrittive previste dal Dpcm del Governo”. Così il sindaco Grando intervistato da Fanpage.it. “Siamo in continuo contatto con la Asl Roma4, con la quale lavoriamo insieme e che stabilisce i parametri entro i quali bisogna muoversi prima di mettere in atto ulteriori strette, che comunque non escludiamo nel caso in cui dovesse verificarsi un ulteriore aumento dei contagi, ma al momento la situazione è sotto controllo. La maggior parte dei positivi attualmente in città è riconducibile a cluster, anche famigliari. Oltre al focolaio della mamma con i sintomi del Covid che ha scoperto di essere positiva, un altro cluster si è originato nella struttura San Luigi Gonzaga, una delle due Rsa presenti all’interno del territorio comunale, dove sono 35 i positivi tra operatori sanitari e pazienti” spiega Grando. “Un terzo focolaio sarebbe riconducibile invece ad un ristorante, dove la Asl incrociando dati e informazioni durante l’indagine epidemiologica è risalita a una dipendente e il titolare affetti dal virus”. Un’altra questione riguarderebbe il sovraffollamento dei mezzi pubblici: “Ladispoli è un comune con molti pendolari che quotidianamente si spostano per studio o per lavoro verso Roma e la stazione ferroviaria ha una grande affluenza, si parla di un transito di 10mila persone al giorno” continua il sindaco. Contagi che si sarebbero poi espansi all’interno delle mura domestiche, con esiti anche gravi, come nel caso della morte di un’anziana contagiata dalla figlia dopo che quest’ultima aveva appunto partecipato alla festa di compleanno insieme al suo bambino.