Cerveteri: oggi tutti al Monumento dei Caduti per la Festa delle Forze Armate

Dall’ex sindaco Guido Rossi riceviamo e pubblichiamo: “Quest’anno la ricorrenza del 4 Novembre “Giorno delle Forze Armate” assume una dimensione differente. Sarà un giorno senza particolari celebrazioni ma indubbiamente rafforzato nei valori e negli ideali racchiusi nel Tricolore. E’ la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, un tempo molto sentita e oggi meno nota e ricordata. La giornata è stata istituita nel 1918 per commemorare la fine della prima guerra mondiale per l’Italia. Il 4 Novembre è la data dell’entrata in vigore dell’Armistizio di Villa Giusti ma fu “sospesa “nel 1976. Era l’unica festa nazionale che sia stata celebrata dall’Italia prima, durante e dopo il fascismo. Dal 1977, dopo una riforma del calendario ad aumentare i giorni lavorativi, si cominciò a festeggiare la giornata dell’unità nazionale e delle forze armate nella prima domenica di novembre. Negli anni ottanta e novanta l’importanza della festa diminuì progressivamente poiché oggetto di discussioni, polemiche e lotte politiche. Solo con l’avvento di Ciampi a Presidente della Repubblica questa giornata riprende il significato più autentico della festa nazionale e risveglia in tutti gli Italiani il sentimento un po’ sopito dell’Unità Nazionale. Noi Italiani siamo un popolo al quanto strano , abbiamo governi che per giustificare una qualsiasi scelta ci dicono che: “così fanno negli altri paesi”. Negli altri paesi, però, i popoli e i governi sono orgogliosi del loro passato e non mancano mai di commemorare uomini ed eventi , che nel bene e nel male hanno segnato la storia del loro paese. In Italia no, in Italia si giudicano gli eventi con gli occhi e la morale dei tempi e con gli uomini attuali o meglio con il moralismo del politicamente corretto. Insomma quale guerra o rivoluzione può essere considerata totalmente giusta e le distruzioni generate e i morti prodotti inevitabili e necessari ? Nessuna ! ma non per questo possiamo dimenticarle, negare che siano state una parte importante della storia di un paese. Ricordare questo giorno, il sacrifico di tanti uomini e eventi così tragici non vuol dire esaltare la guerra e la violenza, anzi possono essere momenti per comprendere che prima di dare inizio a tragedie simili, gli uomini devono fare tutto quanto è in loro potere per evitarle. Allo stesso tempo però non si può dimenticare il sacrificio di chi per scelta volontaria o meno ha combattuto , vincendo o perdendo non importa , facendo però il proprio dovere per la libertà. Gli Italiani scendono in piazza per molti motivi e spesso per le cause di altri popoli e paesi . Forse è il momento che gli Italiani sentano il diritto-dovere di scendere in piazza anche per loro stessi, per ricordare i propri cari che hanno dato la vita affinché noi vivessimo un futuro più libero, per la loro storia, per il loro orgoglio. E’ stata una guerra spaventosa con centinaia e centinaia di migliaia di morti , una Nazione che seppe riscattarsi e imporsi all’ammirazione del mondo. Rivolgiamo , per un momento, un pensiero a tutti quei nostri soldati che sono nel mondo a difendere la libertà e i diritti degli altri popoli. .. in Afghanistan, Albania, Bosnia, India Kosovo Libano e tante altre nazioni. I nostri soldati sono in quei paesi, vivendo quotidianamente tutti i rischi che tali situazioni comportano: ricordiamo in particolare i nostri 31 militari e 7 civili caduti in Iran. Ricordiamo anche, che tanti soldati sono impegnati nelle strade delle nostre città per fronteggiare unitamente all’intero sistema paese, un nemico insidioso e letale che ci sta mettendo a dura prova, costringendoci a profondi sacrifici sia come individui che come collettività. Grazie ancora ai nostri soldati, con l’augurio che simili valori dimostrati vengano sempre più condivisi dai nostri giovani e dalle future generazioni. Andiamo oggi, domani o quando pensate sia il momento giusto, deponete un fiore al Monumento dei Caduti per rendere omaggio a quei ragazzi Cervetrani che hanno “donato” la loro vita per la nostra libertà. Portiamo con noi anche i nostri figli e nipoti, senza avere paura di urtare una qualsiasi “sensibilità” o “discriminazione” se ci commuoviamo alla presenza del tricolore o alle note dell’ inno di Mameli. Viva Cervetri, viva la Repubblica, viva l’Italia”