Un cittadino di Ladispoli nel nuovo film “La vita davanti a sé”, con Sophia Loren protagonista

Nel cast di attori del nuovo film “La vita davanti a sé”, che ha come protagonista Sophia Loren, c’è anche un cittadino di Ladispoli, si tratta del giovane Ibrahima Gueye. A darne l’annuncio è il consigliere comunale della città balneare Giovanni Ardita attraverso un post pubblicato sul proprio profilo social. Diretto da Riccardo Ponti, il film è ambientato a Bari. Madame Rosa, ex prostituta, è un’anziana donna ebrea sopravvissuta all’Olocausto che ospita bambini figli di prostitute nella propria casa. Su insistente richiesta da parte del suo fidato medico dottor Cohen, Rosa ospita Momò, un turbolento bambino, orfano e di origine senegalese. Inizialmente il loro è un rapporto piuttosto conflittuale, i due sono diversi per molteplici aspetti: una notevole differenza di età, due diverse etnie e religioni. Momò in città frequenta persone tutt’altro che affidabili, e si trova infatti molto presto a lavorare per uno spacciatore. Passano i mesi e tra madame Rosa e Momò il rapporto cambia, la relazione turbolenta si trasforma in un’inaspettata e profonda amicizia: i due si affezionano l’uno all’altra, esprimendo un istinto protettivo reciproco e rendendosi conto di essere anime affini, legate da un destino comune che cambierà le loro vite per sempre. Madame Rosa inizia però ad avvertire dei mancamenti, che col passare del tempo si presentano sempre più frequentemente. Il dottor Cohen si rende conto che la mente della donna non è più lucida come prima e un ennesimo malore la conduce in ospedale, sebbene ella avesse sostenuto di non voler riceve cure in tali strutture. Momò capisce in questo momento quanto tenga a madame Rosa e decide quindi di rompere ogni rapporto con i malviventi. Una sera si reca in ospedale e, di nascosto dal personale sanitario, riesce a portare con sé madame Rosa: i due fanno ritorno a casa, nascondendosi nella cantina del palazzo, riuscendo così a sfuggire all’inevitabile visita dei carabinieri in cerca della donna scomparsa dall’ospedale. Madame Rosa alterna momenti di lucidità a momenti di assenza, finché il suo cuore cessa di battere e Momò viene sorpreso insieme al corpo senza vita della donna da una prostituta transessuale amica di madame Rosa. Il giorno del funerale Momò si trova insieme ai conoscenti di madame Rosa attorno alla sua tomba, consapevole di aver perso un’amica che gli ha fatto riscoprire la vita. La pellicola è l’adattamento cinematografico del romanzo omonimo del 1975 scritto da Romain Gary, già portato sul grande schermo col film del 1977.