Benucci (Confimprese Roma Area Metropolitana): “Troppi Dpcm e Decreti, le imprese hanno bisogno di certezze nell’immediato”.

“Sarebbe stato meglio chiudere tutto fino a fine gennaio. Le incertezze del Governo. Le tensioni, la serie infinita di Dpcm e Decreti, hanno creato un clima di confusione sia tra i cittadini che soprattutto tra gli imprenditori. Deliberare norme che entrano in vigore in sole 24 ore è ai limiti della irresponsabilità. Tante attività commerciali si vedono costrette a rimodulare le attività in poche ore, ed insieme a loro i collaboratori e le loro famiglie.  Il comparto della ristorazione e dell’accoglienza è ormai al collasso. In una città come Roma, al pari di altre città storiche e d’arte, che hanno perso praticamente il 99% dei flussi turistici, le ultime decisioni prese dal Governo sono da condannare senza se e senza ma”.  E’ quanto dichiara in una nota la Presidente di Confimprese Roma Area Metropolitana Ida Benucci.

“Era stato detto che nelle cosiddette Regioni virtuose sarebbe stata presa in seria considerazione la sperimentazione di zone bianche,che avrebbero previsto la riapertura di cinema, teatri, musei, ristoranti, bar etc. Illusioni, parole messe lì per prendere tempo in attesa di chissà quale miracolo.  Oggi, purtroppo, ci troviamo ancora una volta a criticare le scelte prese da questo Governo, che non tengono assolutamente nel dovuto conto del peso economico e sociale di centinaia di migliaia di piccole e medie attività d’impresa. Quanto ai ristori, poi, siamo convinti che non sia più possibile sostenere come valida, la logica ferrea dei codici Ateco che il Governo ha avuto fino ad oggi come punto di riferimento.  Tutti, nel Paese sono penalizzati nessuno escluso e tutti dovranno avere il giusto rimborso sulla logica, certo, della perdita di fatturato. In ultimo – conclude la Presidente Benucci– sui vaccini. In attesa dell’arrivo delle centinaia di migliaia di dosi di vaccino, il Governo, il ministero della Salute, le Asl dei territori, dovrebbero organizzarsi per coinvolgere anche l’immenso settore della sanità privata di prossimità, parliamo dei laboratori d’analisi, piccoli e grandi, degli istituti religiosi che hanno piccoli ambulatori, le farmacie.  Una immensa rete che dia risposte, sollievo e certezze nel breve periodo, all’intera società italiana”.