“Prima gli italiani”, critiche da Ladispoli Nel Cuore

Così in una nota diramata via social l’Associazione Ladispoli Nel Cuore: “Abbiamo ascoltato con le nostre orecchie, il consiglio comunale svolto la sera di giovedì 14 gennaio 2021. La data serve a ricordarci che siamo già, ampiamente, nel terzo millennio. Parlando di case popolari e delle nuove costruzioni dedicate, ci ha lasciato perplessi già il titolo del documento: “prima gli italiani”. Possiamo comprendere le ideologie politiche di ognuno, condividerle oppure no, ma addirittura pretendere che le case, nonostante le graduatorie, siano destinate esclusivamente agli italiani, ci sembra una forzatura irrispettosa verso tutti i cittadini. Premiare i cittadini di italiche virtù per il progetto di Social Housing (che a questo punto perché chiamarle così, con l’idioma della perfida Albione?) vuol dire, prima di tutto, disconoscere i numerosi cittadini, comunitari e non, che contribuiscono allo sviluppo della città, pagando tasse, gestendo attività locali e soprattutto, partecipando ed integrandosi alla vita ladispolana. Già in passato, pretendere la chiusura dei “minimarket etnici”, ha portato parecchi grattacapi a questa amministrazione, con il rigetto del TAR e le spese amministrative a carico dei contribuenti. Il sindaco, si è addirittura interessato alla legittimità della sua italica richiesta, per controllare se fosse possibile inserire prima gli italiani nel documento, e pensate, esiste una regolamentazione regionale che lo impedisce, ha chiesto pure ad alcuni avvocati per essere pienamente sicuro e non rischiare l’ennesima figuraccia. L’immagine, nel terzo millennio, è tutto, soprattutto per farsi bello alla dirigenza del partito. La dimostrazione è che, a questo punto, si ignori persino la costituzione e l’apologia di fascismo, oltre ad un razzismo spiccio, tipico di chi scende dalla montagna magari portando l’elmo con le corna. Parliamo di persone che, seppur scelte attraverso elezioni democratiche, dovrebbero rappresentare tutti i cittadini ma rimangono chiusi nel loro guscio nostalgico. D’altronde, riportare Ladispoli ai fasti della Repubblica di Salò sembra l’unico progetto a cui questa amministrazione si dedica alacremente. Persino l’invito al consigliere Ardita di studiare, per chiudere la loro incomprensione in consiglio comunale, ha come al solito, sottolineato le diverse visioni della maggioranza, e spiegato l’ennesimo tentativo di aprirsi ad altre forze politiche per continuare a galleggiare. Il discorso del consigliere Ardita, politicamente corretto, seppur difficilmente condivisibile, denota la mancanza di etichetta, di chi siede in maggioranza, nel consiglio comunale, e sbatte i piedi, ed alza la voce, se qualcuno li contraddice. Siamo in mano a loro, con italiche virtù perse per strada, inneggianti a ideologie morte e sepolte da tempo e che vogliono ancora imporci, come se tutto ciò fosse possibile su questo pianeta, nella nostra città, nel terzo millennio per l’appunto. Elevandoci ad un altro livello, meno populista e più responsabile, preferiamo congedarci così: PRIMA CASA PER TUTTI GLI AVENTI DIRITTO (che sono tutti parimerito nella nostra graduatoria, senza distinzioni).”