Stipendi dei dipendenti Alitalia a rischio

Tensione ed ansia in tantissime famiglie di lavoratori dell’aviazione civile, residenti nei comuni di Cerveteri, Ladispoli e del nostro territorio

di Alberto Sava
Forse non tutti sanno che un congruo numero dei nuclei residenti a Cerveteri, Ladispoli e nel nostro litorale è costituito da famiglie di ex dipendenti dell’aviazione civile in pensione e tantissimo personale tuttora in attività. La migrazione dalla Capitale verso la costa dei lavoratori di terra e di cielo risale agli inizi degli anni ’80, e coincide con il boom edilizio in un territorio molto vicino all’aeroporto e ben collegato con Fiumicino. Villette carine con il giardino e prezzi imbattibili rispetto alla Capitale, tanto bastò per avviare un vero e proprio esodo che portò ad una sorta di colonizzazione dei nuovi insediamenti da parte di una categoria di lavoratori considerata privilegiata in quegli anni. Comandanti, steward, hostess ed il personale di terra (tutti con la conoscenza di almeno una lingua estera e professionalmente preparatissimi) producevano con stipendi superiori alle media delle retribuzioni dell’epoca. In quegli anni l’Alitalia aveva sedi, dipendenti e scali in tutti il mondo e macinava record su record di passeggeri trasportati, chilometri percorsi ed incassi sontuosi, ed conti di quella complessa macchina di servizi erano perfettamente in ordine. Poi a partire dai anni’90 la politica e gli eccessi sindacali hanno distrutto tutto. Oggi l’Alitalia di allora non esiste più: è stata smembrata e divorata. Con un manipolo di dipendenti sopravvivono, in una sorta di infinita agonia, solo alcuni pezzi dell’Azienda commissariata da un inviato dal governo, il quale nelle ultime ore ha lanciato l’ennesimo allarme.

Convocati i sindacati per discutere la crisi

Il commissario straordinario di Alitalia, Leogrande, ha convocato i sindacati per illustrare la “criticità” che investe l’azienda. Se non cambiano le condizioni economiche e di mercato, nei prossimi mesi si ripresenterà la “difficile tenuta finanziaria dell’azienda”, che già a dicembre ha causato ritardi nell’erogazione degli stipendi. Leogrande si è riferito in particolare all’arrivo della seconda tranche di aiuti del Dl Rilancio, e ha smentito le notizie circa presunte procedure per la vendita del marchio e di slot. Dopo le ultimissime inquietanti notizie arrivate dai vertici dell’Alitalia e dall’aeroporto di Fiumicino, La Lega è scesa in pista al fianco dei dipendenti della compagnia di bandiera chiedendo la tutela anche dei lavoratori delle società di handling in crisi. Il senatore De Vecchis: “Abbiamo chiesto alla Presidente della Commissione Lavoro di convocare urgentemente un’audizione con gli assessori regionali”. “I dipendenti delle società di handling, che operano presso gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, versano in condizioni di grave difficoltà economica poiché le imprese, ormai prive di liquidità, non sono più in grado di anticipare la cassa integrazione che lo Stato tarda ad erogare”. E’ quanto ha affermato in una nota il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini. “Ho chiesto alla Presidente della Commissione Lavoro –ha spiegato Giannini- di convocare urgentemente un’audizione con gli assessori regionali competenti in materia, i vertici delle aziende del settore e le organizzazioni sindacali di un comparto che occupa circa tremila lavoratori”. “Auspico che la Regione – ha concluso il senatore della Lega William De Vecchis -, una volta ascoltate le parti, intervenga senza alcuna forma di timidezza sul Governo per tutelare una di quelle categorie che ha più risentito della crisi economica scatenata dall’emergenza sanitaria”.