Coronavirus, nel centro storico hanno chiuso oltre 3.500 attività commerciali

Negozi chiusi nel centro di Roma per la crisi
I primi giorni ‘giallo’ per il Lazio non fa cambiare di molto il panorama diurno del centro di Roma, con sfilze di serrande che continuano ad essere abbassate. Secondo una stima della Confesercenti dall’inizio della pandemia qui “hanno chiuso già 3.500 attività commerciali circa, il 10% del totale”. “La zona centrale di Roma è la più colpita dall’assenza dei turisti, dallo smart working e dai blocchi che si sono susseguiti, stimiamo che abbiano chiuso i battenti circa 3500 attività commerciali dall’inizio della pandemia, sulle 35 mila complessive, il 10% – sostiene il presidente della Confesercenti locale Valter Giammaria -. Passeggiando per il centro durante la settimana e non solo nei weekend di sole, si nota come importanti strade siano quasi vuote”. Tra quelle più colpite indica via Nazionale, via Frattina, via della Vite, Corso Vittorio.  “Se continua così il centro di Roma rischia di diventare un deserto”, il suo allarme. Allargando lo sguardo alla Capitale intera, “già a fine anno rischiamo di perdere il 30-35% delle attività, insieme a centinaia di migliaia di dipendenti”. Quanto alle perdite economiche, “se in centro nel 2020 sono state del 70-80%, in periferia non è andata molto meglio: in media -40-50% degli incassi rispetto all’anno precedente”. “Si pensa alla lotteria degli scontrini e non si pensa alle attività produttive che hanno bisogno di sgravi fiscali consistenti, contributi agli affitti e blocco degli sfratti – l’affondo di Giammaria -. Oltre a livello economico è anche una questione di sicurezza: ricordiamoci che quando i negozi sono chiusi la città è buia, se muore il commercio muore la città”.