Musica, addio a Chick Corea poeta sublime del pianoforte e leggenda del jazz

Il pianista Chick Corea
di Alessandro Ceccarelli
Armando “Chick” Corea era un musicista colto, raffinato e sensibile. La sua musicalità, le sue scelte stilistiche e timbriche non conoscevano frontiere. Era semplicemente straordinario al pianoforte acustiche e prodigioso e fantasioso sulle tastiere elettroniche come il Fender Rodhes, il Clavinet e il Mini Moog prima dell’avvento dei sintetizzatori polifonici e dei campionatori. I suoi profondi studi classici gli avevano dato un’impronta evidente nel fraseggio pianistico: soprattutto nella mano sinistra. Nel corso della sua lunga carriera ha spaziato dal jazz, alla classica, alla fusion, alla musica spagnola e alla bossa nova. Con Herbie Hancock e Keith Jarrett, il musicista di origine italiane è stato il grande innovatore del pianismo jazz sin dagli anni ’60. Dal vivo era un musicista umile (in un concerto al Conservatorio di Milano chiamò addirittura sul palco alcuni spettatori per suonare a quattro mani). Il jazz e la musica “alta” in generale perde un uomo, un artista e un pianista immenso, inarrivabile.
Addio a Chick Corea. La leggenda del jazz è morto all’età di 79 anni a causa di una rara forma di cancro che era stata solo di recente scoperta. “Era un marito, un padre e un nonno amato, ed era un mentore e un amico per molti”, si legge nella nota che annuncia la sua morte. “Tramite il suo lavoro e i decenni trascorsi in tour per il mondo, ha toccato e ispirato la vita di milioni di persone”, prosegue la nota, che contiene anche un messaggio dello stesso Corea per i suoi fan e per i suoi amici musicisti. “Voglio ringraziare tutti coloro che durante il mio viaggio mi hanno aiutato. Mi auguro che coloro che hanno sentore di poter scrivere, suonare e fare performance lo facciano. Se non lo fate per voi stessi almeno fatelo per noi. Il mondo non solo ha bisogno di più artisti, è anche molto divertente” esserlo, ha lasciato detto ai suoi appassionati. Dagli amici musicisti si è invece congedato dicendo: “è stata una benedizione e un onore imparare e suonare con tutti voi. La mia missione è sempre stata quella di portare la gioia del creare ovunque ho potuto, e averlo potuto fare con tutti gli artisti che ammiro è stata la ricchezza della mia vita”. Corea è stata una delle figure centrali nello sviluppo del jazz nel dopoguerra. Le sue composizioni ‘Spain’, ‘500 Miles High’ e ‘La Fiesta’ sono dei classici del jazz. Ha suonato nella band di Miles Davis alla fine degli anni 1960, collaborando in alcuni dei suoi album più famosi, fra i quali ‘Black Beauty: Live at the Fillmore West’ e ‘Miles Davis at Fillimore: Live at the Fillmore East’. Negli anni 1970 Corea fondò Return to Forever, uno dei maggiori gruppi del movimento jazz-fusion. Con Herbie Hancock e Keith Jarrett, Corea è considerato uno dei più importanti pianisti jazz del dopo 1960. Molto prolifico ha continuato a comporre e suonare anche dopo lo scioglimento dei Return to Forever. Nominato 67 volte ai Grammy ha vinto il prestigioso riconoscimento in ben 23 occasioni, la prima nel 1976 con ‘No Mistery’ insieme ai Return to Forever. Durante la sua carriera ha pubblicato più di 80 album. Nei primi anni 70 ha collaborato con Keith Jarrett per poi iniziare a intraprendere diversi progetti come leader. Tra i tanti meritano una menzione speciale la Chick Corea Elektric Band e la Chick Corea Akoustic Band,  con le quali vinse diversi Grammy e dalle quali passarono talenti assoluti come John Patitucci, Dave Weckl, Eric Marienthal, Frank Gambale, Carlos Rios e Scott Henderson. Nominato 67 volte ai Grammy ha vinto il prestigioso riconoscimento in ben 23 occasioni, la prima nel 1976 con “No Mistery” insieme ai Return to Forever, l’ultimo nel 2020 per il miglior album latin jazz, con “Antidote”. Fedele alle sue origini ha sempre avuto un rapporto speciale con l’Italia. Nel 1993 ha vinto anche la Targa Tenco per la canzone “Sicily”, interpretata con Pino Daniele. E nel 2016, nell’Arena Flegrea di Napoli, rese omaggio al musicista scomparso.