Coronavirus, parla il professor Fulvio Tomaselli: “L’unica nostra difesa contro le infezioni virali è rappresentata dal sistema immunitario”

Il professore Fulvio Tomaselli, medico e angiologo
La consapevolezza che la gravità della evoluzione dell’infezione da Covid 19 sia legata alla diffusione in organi multipli in successione, porta alla deduzione che dovesse essere presente un comune denominatore; un organo bersaglio prediletto e verosimilmente diffuso, ubiquitario e anche di debole struttura. Questa l’intuizione scientifica del Professor Tomaselli, medico, noto angiologo da sempre aperto alla ricerca, coadiuvato dalla conoscenza farmacologica del dottor Marco Morreale, farmacista, esperto di formulazione, per aiutare la resistenza all’infezione. I virus sono gli organismi viventi più antichi del creato, vivono in altrui organismi (umani e animali) e sopravvivono da miliardi di anni perché capaci di adattarsi, di mutare, sia pur di poco, ma di diversificarsi. L’unica nostra difesa contro le infezioni virali, come il prof. Fulvio Tomaselli sottolinea, è rappresentata dal sistema immunitario. Per questo nasce la proposta della vaccinazione antinfluenzale all’esordio dei mesi freddi, consapevoli dell’ondata in arrivo proveniente in genere da est o comunque da paesi abbastanza lontani da noi. I coronavirus sono noti da anni come una famiglia composta da sette elementi diversi e, il Covid 19, è solo l’ultimo arrivato di questo gruppo, individuato in Cina oltre un anno fa e presentatosi con una virulenza straordinaria, capace di stravolgere in pochi giorni anche fisici di apparente robusta costituzione La trasmissione per via aerea (aerosol, goccioline) chiaramente espressa negli ambienti chiusi con scarso ricambio d’aria o con il contatto ravvicinato, fa dell’apparato respiratorio il primo bersaglio di Covid 19 che aggredisce le cellule polmonari e porta successivamente a una trombosi miliare disseminata che venne inizialmente confusa con una polmonite, “Causa Mortis” in molti casi. L’assenza di riscontri autoptici in molti paesi, ha impedito una precisa disamina dello stato dei vari organi e apparati. Si è notato, inoltre, una maggior vulnerabilità negli anziani, dato peraltro noto in tutte le forme influenzali a ricorrenza annuale. Rispettati i giovani fino ai 14 anni e i bambini, abitualmente considerati soggetti fragili. Questo fino alla scorsa estate Poteva avere un significato diverso? Si manifesta anosmia e ageusia, deficit di gusto e olfatto. Si nota una incidenza di patologie dermatologiche. Si nota una maggior incidenza di vasculiti superficiali con ecchimosi sottocutanee. Si nota una incidenza di disfunzione erettile in maschi ancora sessualmente e normalmente attivi. Organi disparati, disconnessi solo apparentemente. Ma il corpo umano è un tutt’uno! Una sola cosa li accomuna: il microcircolo, l’essenza della funzione vascolare! E il microcircolo è dominato dalla funzione endoteliale; cellule esili presenti a rivestire tutto ciò che significa dialogo e scambio fra sangue, cellule, organi: la biochimica della vita. Un rivestimento definito da Florey, negli anni ’60, poco più di un “cellophane nucleato” ma in realtà talmente attivo che, alla fine degli anni ’80, fece coniare il termine di Organo Endotelio per una massa enorme di cellule del peso di oltre 1500 grammi con una molteplicità di funzioni vitali assolutamente imprevedibile prima della scoperta della Endotelina – primo mediatore individuato di derivazione dalle cellule endoteliali grazie al medico giapponese Tomoh Masaki. Nel microcircolo, il monostrato cellulare endoteliale presenta la maggiore attività metabolica. L’Organo endotelio si forma prenatale e le sue cellule presentano una apoptosi fisiologica di trenta anni circa. La successiva generazione sarà meno “abile” della precedente riducendo gradualmente la capacità funzionale dell’organo che indurrà l’invecchiamento. Uno dei processi maggiormente colpiti sarà la neoangiogenesi, la formazione di nuovi microvasi, fondamentale per la rigenerazione. Per i cultori del microcircolo e dell’organo endotelio, il passo è stato breve: il denominatore comune della devastazione poliorgano Covid 19–indotta è il danno endoteliale. Sorge istintivo pensare a una profilassi che preveda il potenziamento della funzione d’organo e la sua protezione. La bibliografia internazionale è ricca di spunti sull’Endothelium improvement, anche se riferiti a situazioni diverse, la fisiologia è Uuna e quindi possiamo traslare le nostre conoscenze. Il risultato di questo lavoro sull’ipotesi patogenetica e di ricerca bibliografica dei supporti preventivi, potrà essere adottato come Life Style Vs Covid 19 e su tutte le varianti che si stanno presentando. I tempi di vaccinazione sono lunghissimi, oltre 7, 8 mesi; nel frattempo il virus avanza e l’unica difesa è nella massima integrità delle nostre funzioni. La medicina rigenerativa, di cui il prof Tomaselli si occupa da oltre 30 anni, opera in questo senso, vuole indurre l’organismo a esprimere il meglio di sé nell’ambito della fisiologia, senza scadere nell’utopistico potenziamento fisico che spesso rasenta il doping, dando reazioni intense destinate a svuotarsi in breve tempo. L’azione farmacologica riserviamola alla malattia conclamata somministrando i principi giusti, nei tempi giusti, senza mascherare sintomi, come troppo spesso si è fatto con scelte discutibili. Come diceva Mauro Bartolo, oltre 40 anni fa, in coro con Sergio B. Curri: “l’ultimo prato è quello che si secca”. Molta strada è stata fatta… continuiamo!
PREVENZIONE
La convinzione del Prof Tomaselli è che l’organismo umano ha capacità di autodifesa silenti che possano essere stimolate attraverso sostanze reperibili facilmente in natura, in modo da dare una performance maggiore a quei meccanismi biochimici endogeni di autodifesa qualora si presentasse un attacco dall’esterno. La finalità di elaborare una composizione magistrale che sia in grado di dare impulso a questa efficace stimolazione e prevenzione contro i numerosi attacchi endogeni e esogeni attraverso L’Organo Endotelio parte dal presupposto che ogni componente inserito in un preparato magistrale integrativo deve avere, non solo una propria e scientificamente provata azione sul Tessuto/Organo stesso, ma allo stesso tempo una capace interazione e distribuzione con un tessuto/involucro così ampio. La scelta è quindi quella di formulare una composizione di nutrienti essenziali su base organica che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare o assumere in quantità sufficiente. Questi componenti, come evidenzia il dottor Morreale, devono sapientemente essere miscelati con oligoelementi essenziali (metalli e non metalli) implicati in numerose funzioni biologiche fungendo da catalizzatori o che partecipano alle funzioni organiche di trasporto attraverso meccanismi di ossido/riduzione. Si è considerata anche l’aggiunta di coenzimi che fungendo anch’essi da catalizzatori possono modificare il complesso attivato della reazione. Si è considerato anche l’utilizzo di estratti secchi titolati, prodotti da aziende certificate, contenenti in percentuale desiderata il fitocomplesso (parte attiva della pianta) che permette di svolgere un’attività farmacologica descritta in letteratura scientifica. Nella grande sinfonia della fisiologia umana ogni nota deve essere espressa al meglio. Nel panorama di considerare in scienza e coscienza un efficace formulazione si è tenuto conto dell’introduzione in essa di probiotici formulati e non si è potuto prescindere dai numerosi studi scientifici pubblicati su autorevoli testate editoriali di settore che inducono al maggiore grado di sicurezza della formulazione. Ogni singolo componente descritto in letteratura ha una sua Rda (Recommended Daily Allowance = dose giornaliera raccomandata) che ci indica la quantità ottimale di vitamine e sali minerali che dovrebbero essere assunti giornalmente. Partendo da questo dato, si è modulato l’Rda di ogni singolo componente in base all’obiettivo che abbiamo voluto raggiungere, considerando anche gli effetti tossici delle sostanze cosiddette naturali. Non si può neanche immaginare che una dieta alimentare, bilanciata per quanto possibile, possa essere sostitutiva di un composto che ha nella sua formulazione obbiettivi ben precisi. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha valutato e ritiene che sei vitamine (D, A, C, folato, B6, B12) e quattro minerali (zinco, ferro, rame e selenio) siano essenziali per il normale funzionamento del sistema immunitario. Altri elementi sono stati inseriti come coadiuvanti.