L’angolo Life coach/ Decluttering ep. 1 – Pulizie di primavera nelle relazioni personali e lavorative

di Lucia Barbieri

Come affrontare le pulizie di primavera nel guardaroba delle relazioni nella vita personale e lavorativa, eliminando il superfluo, quello che non ci sta più bene e non ci fa più sentire a nostro agio.

Con decluttering, che adesso va sempre più di moda, si intende una eliminazione del superfluo (soprattutto nell’armadio) per poter vivere più sereni e felici. Clutter indica infatti la confusione, le cianfrusaglie e quindi decluttering si riferisce al togliere la confusione dal nostro guardaroba e dalla nostra vita. È un’apertura al cambiamento e al nuovo togliendo quello che non ci si addice più.

Il decluttering relazionale

Prendendo spunto dal decluttering dell’armadio voglio andare a trattare di quel repulisti (modo più casalingo di chiamare il decluttering) che riguarda le persone e gli atteggiamenti, insomma quelle “cianfrusaglie” che continuiamo a tenere nella nostra vita, nei rapporti personali e lavorativi, che non sono più adatti a noi. Magari un tempo ci stavano bene, o magari non lo sono mai stati. Come per i vestiti, li abbiamo “comprati”, ce li siamo tenuti nell’armadio ma hanno solo preso spazio e fagocitato la nostra attenzione togliendola da quanto altro di importante ci fosse.

Andiamo a veder come affrontare questa quanto mai difficile opera di pulizia.

Con queste giornate di sole il cambio dell’armadio è in agguato, se non necessario e in qualche caso altamente consigliato e gradito, onde evitare di fare saune con emanazione di odori fuori luogo.

Francamente a me il tanto odiato cambio dell’armadio è sempre piaciuto. La monotonia delle stagioni con la ripetitività dell’abbigliamento mi viene presto a noia e dare una svolta al mio look e agli abiti che vedo quando apro l’anta (in realtà le ante, se devo essere onesta) mi mette di buon umore.

È un rito al quale dedico il giusto tempo e ne approfitto per fare una scelta degli abiti e dettare in qualche modo lo stile che avrò nella stagione in arrivo.

Di solito il cambio di stagione coincide anche con un caos stratosferico che si è mano a mano accumulato nell’armadio (e nella vita). Non troviamo più niente, ci troviamo di fronte a maglie e abiti buttati appallottolati in un confuso arcobaleno di colori (spesso dopo la stagione invernale un arcobaleno di variazioni di nero, grigio e qualche bianco come impresso su una pellicola di un film anni 20) e finiamo per metterci fino alla nausea quello che troviamo per primo, anche se in realtà vorremmo altro.

Strategie di “pulizia”

Ma procediamo per ordine.

Intanto armiamoci di pazienza, desiderio e determinazione nel voler eliminare quanto non fa più per noi, dobbiamo essere pronti ad abbandonare qualcosa, magari che ci è piaciuto molto ma che adesso non fa più per noi, non è più della nostra taglia (senza dubbio si è ristretto nei lavaggi, non ci siamo allargati noi!) o nel nostro stile. Secondo Marie Kondo, indiscussa guru del settore del decluttering domestico, per capire cosa tenere e cosa no dobbiamo porci la domanda se l’oggetto in questione ci dà gioia.

Nella vita dobbiamo essere pronti a chiudere con una storia che non ha più senso, con un rapporto, magari un fidanzato che, sì, è stato importante per un periodo ma poi -come il maglione infeltrito- ha cominciato a ad andarci troppo stretto, a non farci sentire più a nostro agio, a non farci sentire belle. Un rapporto, una persona, insomma, che non ci dà più gioia.
Ricordiamoci che non siamo mai in saldo, in qualsiasi stagione della vita ci ritroviamo, non dobbiamo riempire per forza tutte le grucce (appendiabiti, stampelle, omini come dir si voglia). Ogni gruccia (i.e. ruolo di vita) è speciale, come quella della foto e va usata quindi con parsimonia e per abiti/relazioni che ne valgano la pena, la valorizzino e non la sminuiscano.

Per motivi narrativi da adesso userò il riferimento del fidanzato, non me ne vogliate. Ognuno potrà trovare il SUO riferimento. Il decluttering, nell’armadio e nella vita, fa bene, del resto a tutte e tutti.

Primo passo, quindi, è aprire le ante (tutte!) e le aree della nostra vita (lavoro, amicizie, relazioni sentimentali, famiglia…) e dare una rapida occhiata generale a quanto ci appare davanti. Siamo soddisfatti di quello che vediamo? È un po’ come guardare la nostra vita da una finestra e vedere quali colori prevalgono, quali stili, e come sono disposti i vari pezzi del puzzle.

Poi passare a fare una rapida “scansione” degli abiti (fidanzati, amici, colleghi…) ed AGIRE!

Nel decluttering valgono le regole dei principi ecosostenibili. Dobbiamo, per quanto possibile, usare l’approccio della raccolta differenziata anche per i vestiti (e forse per i fidanzati) e del riciclo.

Ad ogni abito (di nuovo: fidanzato, amico, collega…) mi devo chiedere:

  • Lo posso regalare? Magari il fidanzato si è regalato da solo a qualche habituée di abiti smessi –volontariamente o no – da altre. Una maniaca del vintage, insomma.
  • Lo posso riciclare? Magari con interventi che lo rendono più attuale e adatto al mio presente. Il fidanzato, da riciclare non è facile, sempre meglio non riscaldare la minestra…non funziona mai, o quasi.
  • Lo posso barattare? Magari potessi barattare il fidanzato – che per me si è infeltrito ma guarda caso va benissimo alla patita del vintage – con una auto sportiva. Posso optare però per un fidanzato migliore, con un’auto sportiva da farmi guidare…
  • Sono 2 stagioni che non lo uso (per un fidanzato tale domanda può essere un po’ fraintesa)? Ci sono attaccata sentimentalmente (i.e. il fidanzato vale ancora la pena)? Spero di rientrare nella taglia
    (emozioni, sensazioni, vita) di 10 anni fa? Devo prendere una decisione: se mi faceva stare bene lo tengo nella scatola dei ricordi – per i fidanzati un bel ricordo, ma nel cassetto-, ma se per qualche motivo mi ricorda eventi che mi hanno fatto soffrire, inutilmente, lo DEVO BUTTARE implacabilmente nel cestino della raccolta indifferenziata (non per tutti i prodotti l’eco sostenibilità può essere applicata). E liberarmene per sempre, adottando il credo di Nora Ephron “FATTELA PASSARE”!

Non dobbiamo aver paura di trovarci con un armadio mezzo vuoto, ricordiamoci cosa diceva Coco Chanel: “Less is more” (per l’abbigliamento, ma si addice bene anche con le relazioni).

Togliamoci insomma di dosso cosa non ci sta – e non ci fa stare- più bene (il fidanzato? Ok, less is more! o, come si direbbe localmente: “Meglio soli che male accompagnati!))

Una volta fatto “pulizia” riapriamo tutte le ante e soffermiamoci un po’ su quello che vediamo.

Ad una prima occhiata, cosa ci cattura l’attenzione? Quel vestito che è tutta la stagione che ne sentiamo la mancanza? Me lo provo. Mi va ancora bene? Mi suscita ancora le stesse sensazioni? Bene. Quello sarà senza dubbio l’abito preferito della nuova stagione e sul quale punterò per occasioni e momenti speciali (riscopriamo un’amicizia speciale, o qualcuno che avevamo inspiegabilmente messo da parte).

Oppure non c’è niente che ci attrae in modo travolgente? Ebbene, è l’ora di uscire e trovare qualcosa di nuovo (abito o fidanzato). Giorni fa ho visto in una vetrina un abito da sera costellato di paillettes. Meraviglioso! Sono entrata, l’ho provato, fotografato ma non comprato. Era bellissimo è vero (e mi stava anche bene, guarda un pò!) ma non era semplicemente adatto alle mie esigenze, ai miei veri desideri: era uno sfizio che avrei gettato nel guardaroba senza avere la possibilità di sfoggiarlo e me ne sarei ben presto dimenticata fino al prossimo cambio dell’armadio. Proprio come il fidanzato non adatto a me al momento, magari interessante, sì, adatto per la stagione in corso ma non quello che volevo per la nuova, di stagioni.

“Ci sono persone che assomigliano a quelle canzonette che si cantano per una sola stagione.” François De La Rochefoucauld

To be continued…

Lucia Barbieri

Life coach & trainer

www.luciabarbieri.com