“Cinecittà bene comune”, iniziativa degli autori cinematografici sul futuro dello storico stabilimento

Gli studi di Cinecittà a Roma
Cinecittà Bene comune Italia. L’iniziativa degli autori cinematografici sul futuro degli stabilimenti si è tenuto, in live streaming, sulla piattaforma AnacKino (www.anackino.it) e sulla pagina Facebook dell’Associazione nazionale autori cinematografici (Anac). L’evento è stato promosso dall’Anac per riflettere su come si possa sostenere la rinascita degli stabilimenti. Rinascita in cui l’intero settore deve essere coinvolto dopo il periodo di privatizzazione. Sono intervenuti: Pupi Avati, Giovanna Gagliardo, Giuseppe Gaudino, Mimmo Calopresti, Dante Ferretti, Enzo De Camillis, On. Massimiliano Smeriglio (Parlamento europeo, Europa Creativa), Nicola Borrelli (MiC), Donatella Palermo, Roberto Perpigliani (Fidac) Francesco Rutelli (ANICA), Gian Luca Curti (CNA), Marina Marzotto (Agici), Sabina Di Marco (Slc Cgil), Luciano Sovena (Roma Lazio Film Commission), Giorgio Gosetti (Casa del Cinema), Pasquale Cuzzupoli (tecnico del colore). Pupi Avati ha tra l’altro evidenziato: “Cinecittà è il cinema italiano. Io mi trovo a preparare un film sulla vita di Dante Alighieri, quindi un progetto con ambizione sterminata che affronteremo con i mezzi della produzione del cinema italiano abituale quindi non americana”. Giovanna Gagliardo che ha realizzato un bellissimo documentario su Cinecittà: Io sono qui, ma sono incompetente a decidere. L’istituzione si è fatta carico di tenere in piedi Cinecittà, ora bisogna arrivare ad un passo ulteriore e cioè rendere competitiva e imprenditorialità Cinecittà”. Dante Ferretti: Cinecittà è stata la mia casa. Ho cominciato tanti anni fa, lavorando con grandi registi. Grazie a Fellini ho conosciuto tanti altri registi”. Per Nicola Borrelli: “In questo momento il problema è la mancanza di spazi, degli studi”. Francesco Rutelli ha sottolineato: “Il governo ha fatto un investimento su Cinecittà senza precedenti. Stiamo parlando del principale investimento di natura urbanistica che possa avvenire nella città di Roma. Esige che si faccia un piano industriale, che ci sia una squadra e anche un capoprogetto all’altezza di un disegno di questo tipo che è il raddoppio dell’attuale Cinecittà con investimento pubblico molto rilevante anche se, per adesso, solo sulla carta”.