La Corte dei Conti: “Una sostanziale regolarità nella gestione finanziaria della Capitale, ma annosi ritardi e carenze nell’approvazione dei bilanci”

La sede della Corte dei Conti a Roma
“Una sostanziale regolarità” nella gestione finanziaria di Roma Capitale, ma “annosi ritardi e carenze nell’approvazione dei bilanci da parte di numerose società e organismi partecipati”. Questo il giudizio che la Corte dei Conti del Lazio sui documenti contabili del Comune nel triennio 2017-2019. Nel giudizio complessivo si parla “di adeguata implementazione dei nuovi istituti dell’armonizzazione contabile, assenza di tensioni immediate sul piano della gestione della liquidità e rispetto del limite di indebitamento nel periodo considerato”. Risulta ancora “significativa – si spiega -, invece, la presenza di residui attivi vetusti che richiede un’accelerazione dell’attività di riscossione delle entrate”, come pure “consistente è l’incidenza sul bilancio capitolino di accantonamenti a fini prudenziali, necessitati dall’esigenza di assicurare una congrua copertura alle passività potenziali e tali da comprimere la capacità di spesa corrente dell’ente”. In proposito, osserva la Corte, si presentano “rilevanti, anzitutto, le risorse da destinare al fondo perdite partecipate”. Dall’istruttoria svolta dalla magistratura contabile sono emerse “carenze strutturali e risalenti nel tempo sul piano della governance del sistema delle partecipazioni”.
Tra le “principali situazioni di crisi finanziaria” è emersa “la difficile situazione di Ama S.p.A., per la quale sono state avviate, da parte della società e dell’Amministrazione capitolina, le attività finalizzate all’approvazione dei bilanci di esercizio 2017-2019 e di apposito piano di risanamento aziendale”.