Installazioni esterne Civitavecchia: il gruppo consiliare della Lega replica al Movimento 5 Stelle

Un travaso di bile, non potendo sopportare uno tra i loro tanti fallimenti, ovvero il “vecchio” Regolamento M5S per le Installazioni esterne, che – poichè illegittimo e non concordato né con la Sovrintendenza né con i commercianti – si era rivelato solo pieno di false promesse per gli addetti ai lavori e che proprio per questo ha portato oggi, nel 2021, a doverci “rimettere mano”. Può essere stato solo questo ad accecare a tal punto il Gruppo consiliare M5S da portarlo a scrivere un incredibile comunicato sul Regolamento appena approvato dalla maggioranza (con l’illuminata astensione dalla parte dell’opposizione quantomeno più agganciata alla realtà) che stravolge totalmente la realtà. Infatti quello appena approvato è il primo Regolamento Installazioni esterne della storia di Civitavecchia concordato tra tutte le parti in questione, cosa che come detto non era riuscita (tra le tante) al M5S e che invece è riuscita all’Amministrazione di centrodestra, anche perché frutto di una condivisione ed una mediazione che i grillini “costituzionalmente” incapaci di dialogare e confrontarsi, non erano stati in grado di effettuare. Tra l’altro non si capisce davvero, se è vero che le stesse associazioni dei Commercianti cittadini (Confcommercio, CNA, La Bottega del Buongusto), il Comitato Interprofessionale (composto da Architetti, Ingegneri e Geometri), il Tavolo tecnico per la Cultura dell’Agibilità, tutti organismi coinvolti dall’Assessore negli incontri per la redazione del Regolamento, non solo hanno concordato sull’atto ma hanno espresso anche apprezzamento pubblico per l’assessore proponente, come mai solo il M5S – in totale isolamento – lo critichi pretendendo di saperne di più degli stessi Commercianti che intenderebbe tutelare o dei tecnici che redigono i progetti per le installazioni…! E’ chiaro che solo l’incapacità politica, già peraltro manifestata negli anni di governo della città anche a proposito di detta tematica, offusca il ragionamento dei nostri, spingendoli a non riuscire neanche a leggere il contenuto del Regolamento, visto quanto hanno scritto. Il quale garantisce una semplificazione mai riscontrata in precedenza, poiché viene previsto che i commercianti che si conformino allo stesso non devono più chiedere l’autorizzazione paesaggistica (autentico spauracchio economico e di tempi per molti), e questo non è affatto dovuto ad altre situazioni, ma solo e soltanto alla mediazione portata a termine. E’ stata rivista la zonizzazione, la quale ha portato ad una restrizione dell’area maggiormente vincolata alla sola città storica-storicizzata al 1945, con la conseguente “liberazione” di molte aree per le installazioni. Sono state previste varie strutture, dagli ombrelloni alle tende a caduta e a sbraccio, ai gazebo (anche al centro), alle pergotende e così via. Sono stati assentiti i funghi caloriferi, in precedenza esclusi, sono state approfondite le prescrizioni in tema di barriere architettoniche ed è stata garantita una superficie di mq 30 + il 75% della superficie coperta (sempre tenendo conto dell’osservanza delle norme del Codice della Strada) che garantiscono una maggior proporzione per chi ha effettuato investimenti maggiori premiando il merito, senza più il limite complessivo dei 100 mq previsto prima. E, cosa richiesta a gran voce dai commercianti (insieme alla chiarezza ed all’uniformità, finalmente date) è stato previsto un tempo congruo per l’adeguamento delle attuali strutture a quelle previste nel Regolamento, termine che è stato concesso nella misura molto ampia di 4 anni, in modo che chi dovrà uniformarsi avrà tempo e modo per ammortizzare l’investimento anche in relazione alle difficoltà della categoria in tempi dei Covid. Non è certo (come risibilmente cercano di far passare i Grillini) un rinvio, perché le norme sono state dettate, le decisioni prese e la legittimità del Regolamento messa al sicuro per sempre : è solo un tempo assegnato per adeguarvisi : tra 4 anni non si dovrà tornare su nulla, come invece è stato per il loro Regolamento! Un risultato enorme, quindi, che non solo e non tanto noi, ma proprio i diretti interessati (Commercianti e tecnici) hanno approvato ed elogiato come il “punto d’incontro” migliore possibile tra le esigenze della legge e del commercio. Tutti tranne i “soloni” del M5S, che come una voce nel deserto stanno lì a pretendere di saperne di più degli stessi addetti ai lavori che vorrebbero proteggere… Tra l’altro curiosamente con un’astensione (nella conferenza di capigruppo) che è diventata improvvisamente un voto negativo nel momento in cui è stato bocciato in Consiglio un loro emendamento….Che evidentemente ha scatenato il travaso di bile nel vedere un successo degli avversari politici proprio laddove loro avevano fallito, nemmeno “diluito” con un loro intervento con cui avevano cercato di agganciarsi al carro del vincitore.” Così in una nota a firma del Gruppo Consiliare Lega.