Luciano Santoro, esperienza e passione. Una vita di soddisfazioni grazie all’arte

Maestro ci vuole raccontare qualcosa del suo passato e della sua Arte? “Certo e con molto piacere”.
Maestro Santoro, come nasce la sua passione per l’Arte?
“Io sono un figlio d’Arte, mio padre era un bravo artista, il più famoso restauratore di Cese di Preturo ha restaurato tutte le chiese dei paesi vicini, una buona parte delle chiese abruzzesi venivano restaurate dal vecchio Santoro. Mio padre, io e mio fratello maggiore Oscar lo seguivamo ovunque, eravamo i suoi aiutanti e così che pian piano l’arte ci entrò nelle vene, poi c’è il percorso scolastico, ho frequentato l’accademia delle Belle Arti a Roma, i miei professore furono Lorenzetti Marzullo, Ettore Colla, Guerrini questi erano i migliori, insegnavano molto la scultura , i metalli a rilievo e terra-cotta, cosa che divenne la mia preferita”.
Maestro Santoro dall’istituto d’Arte quale esperienza ha portato nel suo bagaglio culturale?
“A dire il vero dalla scuola riservo brutti ricordi, perché io ero il migliore in tutte le materie, nella pittura, nella scultura , nei metalli, incisi e battuti a basso, e alto rilievo. Tutti gli allievi mi temevano e tanti mi stimavano, tutti mi confermavano che ero il migliore e preferivano che venissi promosso e che fosse a me assegnata la cattedra a Roma”.
Purtroppo non fu così, perché saltò questa speranza?
“Vede io purtroppo ho un carattere un po’ strano e nell’arte seguo solo il mio istinto, non copio e non faccio le opere di altri artisti, io sono un’arista creativo , io non volevo portare avanti lo stesso stile del mio professore e per questo motivo mi fece capire che per me era finita! Fu cos’ì che il professore non la prese bene e il giorno fatidico degli esami, il mio caro professore, al posto del sottoscritto, preferì promuovere una bella ragazza. Anche se lei di Arte ne capiva ben poco. Questa per me fu una grande delusione! Non fu solo per me, rimasero delusi tutti gli allievi di tutta la scuola. Fu così che sfumò la mia opportunità d’insegnare, ad alto livello. Comunque ho percorso la mia strada, ho creato tante opere importanti, ho creato tantissime sculture in terra-cotta, ho tenuto tante mostre importanti, ho vinto tanti concorsi di pittura, di scultura anche ad alto livello internazionale, mi sono stati conferiti numerosi premi, riconoscimenti di alto pregio”.
Maestro Santoro lei non si è mai fermato, ha fatto mostre in continuazione quasi in tutta Italia.
“Si è vero tante mostre con tantissimi sacrifici, quando le mostre si fanno in luogo o in provincia, richiedono molto lavoro, ma quando le mostre si tengono fuori dalla provincia, allora non solo c’è tanto lavoro ma c’è anche più sacrificio perché bisogna viaggiare, caricare le opere sulla vettura e partire”.
Maestro Santoro lei è soddisfatto del suo lavoro? E del suo successo?
“Si abbastanza, nel mio lungo camino sono stato fortunato perché oltre al successo ho incontrato persone che mi stimolavano e credevano nella mia Arte, molti amici mi hanno seguito e sostenuto sempre con stima e con fiducia”.
Maestro Santoro sappiamo che lei non ha avuto il piacere di avere la cattedra da professore a Roma, però lei Maestro ha ugualmente insegnato?
“Si per circa 20 anni nella scuola dell’Università popolare di Roma, anche a Ladispoli sempre con la scuola, anche in questa scuola ero a disagio”.
Maestro perché questo disagio? Cosa lo turbava? Forse gli allievi impulsivi?
“No! Gli allievi mi adoravano e tutti mi volevano come loro maestro, purtroppo erano i professori più anziani, invidiosi del mio successo e cercavano di intralciarmi la strada, così decisi di aprire un mio studio a Ladispoli dove potevo anche dare delle lezioni di pittura”.
Maestro lei ricorda quante mostre ha fatto?
“Mostre personali oltre 80, collettive anche di più, poi ci sono le mostre a concorso, Roma, Arezzo, Sora con il primo premio, a Tivoli primo premio, Palestrina primo premio, Latina primo premio, città di Ladispoli primo premio, ci sono decine di primi premi e tanti secondi premi”.
Lei maestro Santoro di soddisfazioni ne ha avute molte, quale ricordo conserva con affetto?
“Le mostre di Ladispoli tutte, perché qui ho avuto tanto successo, poi Roma nella chiesa Degli Artisti a piazza del popolo, a Sora a palazzo Valentino Filignano, Isernia, Morlupo, Viterbo, Palazzo dei Conti a Poli, Bassano del Grappa. Maestro Santoro il suo curriculum è molto corposo e tutto documentato, notiamo tanti personaggi, critici, giornalisti, mecenati, che si sono interessati alla sua arte”.
Lei chi vorrebbe ringraziare di tutti questi personaggi?
“Primo di tutti la mia signora e i miei figli, poi ringrazierei Filippo Conte e la sua famiglia, che dall’inizio della mia carriera mi seguono, e spesso anche sostenuto, sono i miei affezionati collezionisti e poi ci sono altri cari amici, sono tanti”.
Caro Maestro Santoro, la sua storia è lunga e molto interessante, per il momento ci fermiamo, con questo primo incontro e ci rivediamo presto.
Filippo Conte