L’angolo Life coach/ Scacchi e relazioni ep. 1: pezzi a disposizione e mosse efficaci

di Lucia Barbieri
Nelle relazioni abbiamo varie risorse a disposizione (la nostra personalità, le doti, i talenti, i valori che ci guidano) così come negli scacchi abbiamo pezzi diversi che ci permettono di fare le mosse per raggiungere l’obiettivo. Contrariamente agli scacchi, però, l’obiettivo non è la sconfitta dell’avversario, ma il raggiungimento di una condivisione e unione. Lo scaccomatto è la conquista del Re “avversario”, conquista che ha senso solo se con quel Re si continua poi un’altra partita.
“Il punto di svolta nella mia carriera venne quando realizzai che il Nero dovrebbe giocare per vincere invece che destreggiarsi per il pareggio.” Bobby Fischer
Mia nipote Aurora di quasi 12 anni è un’abile giocatrice di scacchi (sta per gareggiare ai tornei nazionali) e io vado orgogliosissima di questa sua propensione e passione, ça va sans dire
Pochi giorni fa mi ha spiegato brevemente le regole del gioco con una naturalezza invidiabile…e io…allontanata l’idea di cimentarmi con pedoni e alfieri sulla scacchiera, ho subito collegato il pensiero a quanti pedoni, alfieri, donne (non si chiama regina, mi ha affettuosamente rimproverata) e…re…soprattutto re…si avvicendano, a volte in modo confuso e indecifrabile, sulla scacchiera della mia vita.
Non mi riferisco solo alle relazioni amorose, ma alle relazioni in generale…ovvio che quelle amorose per la loro natura sono le “partite” più impegnative, a volte stancanti, ma sempre sfidanti e indubbiamente appaganti… a prescindere da come si concludono…
E sono quelle le partite, in campo sentimental-amoroso, dove si gioca il tutto per tutto, non si ha niente da perdere, tentando lo scaccomatto al Re!
Ma andiamo per ordine.
La scacchiera
Intanto la scacchiera. Come nella vita e nelle relazioni abbiamo, soprattutto all’inizio, infinite possibilità di mosse. Le abbiamo noi e l’avversario. Ora, nelle relazioni non mi piace parlare di “avversario”, non è producente, quindi anche se parlerò di “avversario” per rimanere in tema scacchistico mi riferirò invece al/la compagno/a di gioco.
Gli avversari in realtà ci sono, ma di solito sono terze persone o eventi esterni che non sappiamo bene gestire.
Intanto entrambi gli “eserciti” sono ugualmente dotati, hanno gli stessi pezzi a disposizione. Non c’è vantaggio o svantaggio, ne prevaricazione. La mossa di inizio spetta sempre ai bianchi e viene decisa perciò a sorte. Nelle relazioni la mossa di inizio dipende invece dalla intraprendenza delle parti in gioco. Si muove il pezzo e poi si guarda la risposta dell’avversario: “contrattacca” e ricambia dando quindi il via alla “partita”, rimane fermo facendo finta di niente o si dà letteralmente alla fuga? Non lo possiamo prevedere, può fare una mossa facile, scontata o sorprenderci del tutto. Sta di fatto, che se noi non proviamo, non facciamo la nostra mossa, aspettando che sia l’altro ad agire, o accontentandoci di un pareggio, non lo sapremo mai.
I pezzi e le mosse a disposizione
Sulla scacchiera abbiamo vari pezzi a disposizione, tutti con le proprie caratteristiche e le proprie possibilità di mosse. Come i vari aspetti della nostra personalità, le nostre doti, i nostri valori, i nostri desideri. Ma dobbiamo usarli bene, non sprecarli, non perderli. Alcuni dovranno essere “sacrificati” per poter arrivare a destinazione. E va bene così, perché quello che otterremo sarà di lunga superiore.
I pedoni sono i primi pezzi di fronte all’avversario. Sono vari (ben 8 a “difesa e attacco” sulla prima linea) potrebbero essere intesi come gli aspetti più di superfice (ma non per questo superficiali), quelli del nostro carattere che gli altri vedono subito e che noi mettiamo subito in campo, per difesa ma anche per naturale sviluppo delle dinamiche. La mossa di solito di inizio, tranne nei casi in cui vogliamo subito sbaragliare l’avversario o ne siamo sbaragliati- è una mossa centrale (d4, e4) per poter controllare più case e avere quindi più possibilità di azione (ci giochiamo la caratteristica più forte, nel modo più efficace e di impatto).
I pedoni hanno una particolarità: si muovono solo in avanti senza aver la possibilità di tornare indietro (una volta che abbiamo messo in campo la nostra caratteristica, il nostro lato del carattere, non possiamo battere in ritirata).  Catturano però i pezzi avversari in diagonale (si “cattura” in modo efficace mai in modo spudorato, ma con sottigliezze che ci mettono in controluce, di traverso, che danno il desiderio di conoscerci meglio).
Altra particolarità dei pedoni è che quando arrivano in fondo alla scacchiera dalla parte avversaria, possono essere cambiati con qualsiasi pezzo (e di solito si opta per la donna, guarda un pò). Vengono “promossi” (una nostra caratteristica, magari non così eclatante, come appunto lo sono i pedoni, diventa il “pezzo” più potente, come lo è la Donna).
Poi c’è l’Alfiere, che può muoversi di quante case vuole, ma solo in diagonale (come quando dobbiamo usare delle nostre risorse per arrivare alla meta, che apparentemente ci portano fuori strada, ma poi ci fanno arrivare vittoriosi in fondo).
Il Cavallo si muove in modo completamente diverso dagli altri pezzi (a L) ed è anche l’unico che può scavalcare gli altri (che cavallo sarebbe altrimenti?). Sono quelle doti, che magari non sappiamo neppure di avere, che ci permettono di fare balzi in avanti, scavalcando gli ostacoli.
La Torre può muoversi di quante case vuole, ma solo in avanti, indietro e di lato. Sono quelle basi solide, quei valori, che ci sostengono e ci proteggono, che ci spingono nel procedere e non sono modificabili ad ogni cambio del vento (le Torri sono fortissime oltretutto quando si proteggono a vicenda, proprio come i valori che amplificano il loro potere se uniti).
Poi abbiamo la Donna che, manco a dirlo, è il pezzo più potente. Può muoversi in qualsiasi direzione in linea retta e di quante case vuole (è il simbolo della complessità e flessibilità ed è multitasking, ovvio), ma solo fino a che non incontra un altro pezzo del proprio schieramento, in quanto non può scavalcarlo né eliminarlo (è anche molto empatica), o quando vede un paio di scarpe eccezionali in vetrina (vi prego, concedetemelo!). Ma è anche decisa e va determinata alla “cattura” del pezzo avversario, del quale prende il posto (empatica sì, ma non inebetita).
Il Re infine è il pezzo più importante, ma è anche uno dei più deboli. Può muoversi solo di una casa alla volta ed è l’obiettivo dell’avversario, dargli scaccomatto, farlo capitolare (in senso positivo nelle relazioni, ovvio).
Ma l’ebrezza è proprio questa: giocare con tutti i pezzi e facendo le mosse più efficaci per arrivare al Re…
Chi non risica del resto non rosica…. E del resto una relazione è impegnativa proprio come una partita a scacchi, altrimenti limitiamoci a incontri più superficiali che non richiedono troppo impegno né troppe energie… e rischio!
“Io credo che gli scacchi siano un po’ come la vita: intimidiscono le persone, ecco perché hanno inventato la dama.” Dal film Bobby
Lucia Barbieri life coach & trainer
www.luciabarbieri.com