Coronavirus, parla l’infettivologo Stefano Vella: “Abbiamo ancora troppe persone infette in giro”

L'infettivologo Stefano Vella, docente di Salute Globale all'università Cattolica di Roma
Nell’Italia alle prese con l’emergenza coronavirus, “abbiamo ancora troppe persone infette in giro. E con questa variante il virus gira e colpisce anche le persone giovani, come è accaduto con il calciatore Daniele De Rossi. Probabilmente abbiamo molti più infetti di quelli che vediamo, perché i numeri quotidiani dei contagi riguardano solo quelli che hanno fatto il tampone. La soluzione è: rimediare i vaccini e vaccinare”. Lo ha detto l’infettivologo Stefano Vella, docente di Salute Globale all’università Cattolica di Roma, intervenuto ad ‘Agora’ su Rai3. In merito alle riaperture, l’esperto ha spiegato che “potremmo permettercele quando i dati lo consentiranno. Abbiamo già fatto tre errori in passato e la gente, ora, si fida meno. Abbiamo già detto chiudiamo poi riapriamo per un estate tranquilla. Lo abbiamo ridetto a Natale e lo abbiamo fatto, adesso, con Pasqua. Ora, però, abbiamo anche i vaccini”. Per Vella la strada è riuscire a riaprire “con la copertura vaccinale, come hanno fatto in Israele”. “Quando arriveremo a vaccinare il 60% della popolazione saremo piuttosto tranquilli, salvo variabili ovviamente. Facendo i conti con questo punto di partenza si può capire quando si riapre. Abbiamo già vaccinato 12 milioni di persone. Se noi, tenendo conto anche che la prima dose già funziona abbastanza, facciamo 400mila vaccinazioni al giorno, in 2 mesi arriviamo a 38 milioni. E ci siamo”, ha detto ancora l’infettivologo convinto che ora “i vaccini cominceranno ad arrivare” e l’obiettivo di 400mila vaccinazioni al giorno “lo raggiungeremo”. “Se addirittura riusciamo a fare 500mila dosi al giorno faremo ancora prima”, aggiunge Vella, secondo il quale “quando avremo 40 milioni italiani vaccinati si potrà riaprire in relativa sicurezza tutto il Paese. Anche se ovviamente non dobbiamo fare gli errori del passato e continuare ad essere prudenti”.