Coronavirus, parla l’immunologo Abrignani: “A settembre vaccini ai minorenni? Sì. Se arrivano le autorizzazioni dall’agenzia regolatoria”

Sergio Abrignani, immunologo della Statale di Milano
A settembre vaccini ai minorenni? “Sì. Se arrivano le autorizzazioni dall’agenzia regolatoria, sì”. Lo ha detto Sergio Abrignani, immunologo della Statale di Milano e componente del Cts, ai microfoni di ‘Che giorno è’ su Rai Radio1, facendo il punto sulla campagna vaccinale anti-Covid-19. “Gli studi clinici si stanno facendo anche nei giovani, nei ragazzi e nei bambini ed entro giugno – afferma Abrignani – ci dovrebbero essere i primi dati su queste fasce di età, che per ora sono escluse dalla vaccinazione perché non esistono studi clinici. Quindi, siccome ci aspettiamo tutti che nella maggior parte dei casi” la reazione ai vaccini “avvenga come negli adulti, probabilmente a fine giugno avremo il via libera dall’agenzia regolatoria su bambini e ragazzi“. “Io penso – ha aggiunto Abrignani – che dovremo arrivare a vaccinare la stragrande maggioranza della popolazione, se arriva l’autorizzazione per usare anche nei bambini e nei ragazzi questi vaccini, secondo me per ottobre-novembre si potrebbe arrivare ad aver vaccinato tutti gli italiani che vogliono farsi vaccinare che dovrebbero essere l’87% circa”. “I vaccini non mancheranno. Questi primi mesi – ha sottolineato – sono stati molto sfortunati dal punto di vista degli approvvigionamenti dei vaccini ma se tutto va come deve andare avremo abbondanza di vaccini perché l’Italia come tutta Europa ha comprato più del doppio dei vaccini che ci servivano. E se tutto va bene – ha concluso – avendo i vaccini in 4 mesi abbiamo finito e avremo vaccinato tutti quelli che vogliono essere vaccinati”. Ora la campagna vaccinale è decollata: venerdì eravamo a 350mila circa, l’obiettivo che si è dato il commissario Figliuolo è di arrivare a 500mila entro una settimana, quindi probabilmente a brevissimo saremo a 400mila somministrazioni e questo vuol dire che in un mese riusciremo a vaccinare fra 12 e 15 milioni di persone”, ha detto. “Cosa ci è mancato per essere al pari di Israele? Avere vaccini a sufficienza. Nei primi tre mesi di quest’anno – ricorda Abrignani – avremmo dovuto avere un po’ più di 28 milioni di vaccini e ne sono arrivati un po’ meno di 14 milioni. Abbiamo usato l’87% dei vaccini che abbiamo avuto e abbiamo vaccinato, nel primo trimestre, circa 12 milioni di persone e di queste un terzo erano di fragili: probabilmente, avremmo dovuto vaccinare più fragili – commenta – cioè più gente ultrasessantacinquenne, però abbiamo deciso, ad esempio, di vaccinare tutti gli insegnanti, ne abbiamo vaccinato il 75% circa. E il governo ha deciso di riaprire le scuole appunto perché il 75% degli insegnanti è vaccinato. Tutto si può fare meglio – afferma – si potevano vaccinare più suscettibili con quei due milioni e mezzo di vaccini indicati nella categoria ‘altro’ che non erano né medici, né insegnanti né fragili”.