Recovery plan, il premier Draghi accelera: “Subito la consegna del documento per ottenere i fondi”

Il premier Mario Draghi
“Voglio ribadire il profondo rispetto che il governo e io abbiamo per il Parlamento, i tempi sono ristretti, ma la scadenza del 30 aprile non è mediatica è che se si arriva prima si ha accesso ai fondi prima. A maggio la Commissione andrà sul mercato poi la finestra si chiuderà per l’estate se il piano sarà presentato subito si avrà accesso prima alla prima provvista”. Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo alla Camera. “Il dialogo non è finito qui, il contributo che il Parlamento può dare è solo all’inizio, una collaborazione è fondamentale ora e lo sarà ancora di più nei prossimi mesi”. Lo ha detto Mario Draghi intervenendo alla Camera.
“A breve in provvedimento sulla ‘governance’ del Pnnr
 “La vera sfida non appena il piano viene consegnato è di trovare un modo di attuazione dove le amministrazioni locali e il governo centrale, che sono chiamati a mole di interventi, trovino uno schema di governo del piano: gli enti locali sono chiamati a una mole di interventi, sono i veri attuatori del Piano. Devono avere un ruolo centrale perché hanno massima contezza dei bisogni del territorio” ha detto Draghi, annunciando che “a breve ci sarà un provvedimento sul ‘governo’ del Pnnr”. Per il mezzogiorno “il piano esplicita che le risorse corrispondono al 40% a fronte del 34 per cento della popolazione, 82 mld sono una cifra più alta del pil. Sono misure che si inseriscono in visione complessiva per far ripartire e accelerare una crescita del sud ferma da ormai mezzo secolo”.  La cifra “storica” è 248 miliardi di euro, per finanziare centinaia di progetti “ambiziosi”. Ma sbaglia chi pensa che il Piano nazionale di ripresa e resilienza sia solo numeri e scadenza: quel piano è “vita”, è il “destino” di un intero Paese. Mario Draghi presenta così alla Camera l’insieme di riforme e investimenti che sono il cuore della sua azione di governo e “forse” l’ultima occasione per “porre rimedio” ai ritardi dell’Italia. “Ritardi, inefficienze, miopi visioni di parte” nella realizzazione del piano “peseranno sulle nostre vite” e sull’ “Italia di domani”, avverte il premier. “Welfare, casa, lavoro per i giovani”, assistenza agli anziani, ambiente e digitale, il rilancio del Sud, la riduzione drastica (fino al 40%) dei tempi dei processi, nuove misure per la concorrenza per evitare che il grosso dei fondi vada “a monopolisti”. Draghi in poco meno di un’ora – si contano 22 applausi – elenca nell’Aula di Montecitorio i cardini del piano “Italia domani” che nasce, assicura, dalla “sintesi” delle istanze emerse nel dibattito delle Camere, dal confronto con gli enti locali e dall’azione istruttoria del precedente governo.