Vicenda Emanuela Orlandi, le ossa trovate nel cimitero Teutonico non appartengono alla ragazza scomparsa nel 1983

Emanuela Orlandi, la ragazza scomparsa a 15 anni nel 1983
Le ossa trovate nel cimitero Teutonico non appartengono a Emanuela Orlandi. L’ultima conferma arriva dalle analisi disposte dalla famiglia che hanno permesso però di datare quei frammenti ad un periodo successivo al 1900. “Le analisi relative alla datazione delle ossa rinvenute nell’ossario attiguo al cimitero Teutonico, eseguite dal laboratorio Cedad dell’Università del Salento, hanno evidenziato l’esistenza di alcuni frammenti ossei databili negli anni successivi al 1900”, dichiara l’avvocato Laura Sgrò, legale della famiglia della giovane cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno del 1983. “Al fine di approfondire con le migliori metodologie scientifiche possibili, il genetista Giorgio Portera, nostro consulente di parte, ha quindi eseguito accertamenti di genetica forense su parte dei residui ossei – spiega – presso il laboratorio di genetica forense del TomaLab di Busto Arsizio. Tutti gli accertamenti scientifici eseguiti sui residui, comprese le analisi genetiche sui frammenti ossei molto più recenti e collocabili negli anni successivi al 1900, hanno escluso la presenza di tessuti biologici appartenenti ad Emanuela Orlandi”. “Finalmente – prosegue l’avvocato Sgrò – abbiamo dei risultati certi sui reperti ossei raggiunti con metodi scientifici. Restano, tuttavia, ancora delle domande senza risposta. Perché la ‘tomba dell’angelo’, segnalataci come luogo di sepoltura di Emanuela, e quella attigua sono risultate vuote? E per quale motivo è stata costruita in tempi recenti una camera sottostante alle tombe di cui, nonostante le nostre richieste, non ci è stata fornita la documentazione?”. “Mi auguro – aggiunge Pietro Orlandi – che in uno spirito di onesta collaborazione Papa Francesco possa finalmente prendere una posizione netta su questa vicenda e consentirci di avere accesso alla documentazione sul rapimento di Emanuela che sappiamo esistente ma che finora ci è stata negata dalla Santa Sede”.