Ai Fori Imperiali “La marcia della vita” sospesa l’anno scorso per il Covid

La marcia per la vita a Roma
Ai Fori imperiali a Roma la decima edizione della Marcia per la Vita, sospesa l’anno scorso per il Covid. Le associazioni pro-vita sono scese in piazza in una mobilitazione statica per il diritto di ogni bambino a venire al mondo ed una campagna contro il ddl Zan “le cui prime vittime saranno le donne e i bambini “. “Sono fiero di poter rappresentare, come ambasciatore presso la Santa Sede, la Polonia, che tutela i diritti dei più deboli e indifesi: i bambini non nati. Nell’autunno dello scorso anno, il nostro Tribunale Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta “pratica eugenetica” nella legge sulla pianificazione familiare, la protezione del feto umano e le condizioni per l’ammissibilità dell’interruzione della gravidanza, che è un passo significativo e forte nella tutela giuridica della vita umana”, ha detto Janusz Kotanski ambasciatore della Polonia presso la Santa Sede intervenendo alla Marcia. “Cari partecipanti alla Marcia per la Vita 2021, vi porto un messaggio positivo dall’Ungheria: è possibile incoraggiare le famiglie a dire di sì alla vita! Il governo ungherese ci lavora da nove anni, e abbiamo ottenuto risultati meravigliosi: +aumento dei matrimoni del 40%, +diminuzione dei divorzi del 25% e + diminuzione degli aborti del 30%”. Questo l’intervento sul palco di Eduard Habsburg, ambasciatore dell’Ungheria presso la Santa Sede, che ha sottolineato: “Per un tale cambiamento è indispensabile la volontà del governo ad impegnarsi per le famiglie, aiutandole e dando loro il messaggio che tanti figli rappresentano un regalo per la società. Le famiglie vanno aiutate economicamente, con prestiti a fondo perduto, tasse ridotte o abolite e aiuti finanziari per la casa, o per altre esigenze”. “Una società che non mette al centro la vita muore. E lo vediamo dai numeri drammatici che evidenziano una crisi demografica che sembra senza ritorno. Nel 2020 l’Istat ha registrato 384mila residenti in meno: sparita una città come Firenze. Basta con le culle vuote. Per questo sono presente alla Marcia per la Vita”, le parole di Simona Baldassarre, medico, europarlamentare della Lega, Responsabile del Dipartimento Famiglia del Lazio. “Come politico, medico e madre, il mio è un appello alla politica: investiamo concretamente sulla famiglia. I provvedimenti adottati finora sono episodici, positivo l’assegno unico, ma per il futuro servono soluzioni più strutturali. Se riparte la famiglia, riparte l’Italia. La buona battaglia oggi è respingere anche l’attacco ideologico che, con nuove leggi tipo il Ddl Zan, mira a indebolire questa cellula naturale, fondamentale per la cura e la crescita della collettività. Occorre lavorare per un nuovo Welfare – conclude – che metta al centro i diritti dei figli e i diritti delle donne, non più obbligate a dover scegliere tra famiglia e lavoro. Essere per la Vita significa mettere in condizione una ragazza che è rimasta incinta di poter portare avanti quella gravidanza senza dover scegliere per la morte”. “Questo tradizionale appuntamento spinge il nostro sguardo a considerare il dono della vita in tutte le sue espressioni e specialmente a sostenere e promuovere quelle più fragili e indifese in tutti i modi possibili: accompagnando, supportando spiritualmente e materialmente, diffondendo cultura e pensiero buoni, con la preghiera, la testimonianza, la ricerca, il volontariato e l’impegno socio-politico”. Così Monsignor Antonio Suetta – vescovo di Sanremo, Ventimiglia – presente in collegamento con la marcia per la vita, che ha aggiunto: “Mi domando come sia possibile parlare di futuro e quindi di natalità, elemento essenziale ed imprescindibile di tale prospettiva, senza denunciare e rigettare la principale causa del cosiddetto freddo inverno demografico, che stiamo attraversando; la convinzione, cioè, che la vita umana sia da una parte considerata come un bene di consumo o un diritto – quasi un capriccio – da pretendere a piacimento e ad ogni costo, e dall’altra venga offesa, calpestata e soppressa quando, con malvagia e miope attitudine egoistica, disturba l’assurda pretesa di una vita comoda. E noi, come diceva San Giovanni Paolo II, non staremo a guardare, ma ci alzeremo in piedi”. La Marcia per Roma “mi fu proposta nel 2010 quando ero delegata alle pari opportunità. Da allora svolgono un importante lavoro per quella che è la promozione sulla tutela della vita fin dal concepimento, ancor più oggi per l’inverno demografico del Paese”. Lo dice all’Adnkronos Lavinia Mennuni, consigliere comunale a Roma per Fratelli d’Italia, tra il popolo della Marcia per la Vita. Aggiunge Mennuni: “Abbiamo denunciato il Campidoglio per il poco che è stato fatto a livello di maternità e famiglia. Soprattutto alla luce di questi due anni di pandemia. Roma l’anno scorso aveva 7 mila nati in meno rispetto al precedente e sono certa che quest’anno il dato sta crescendo ancora di più”. “A livello nazionale – prosegue – vediamo spiragli, ma non a livello comunale. E’ tardi si deve fare di più. Abbiamo presentato un paio di mesi fa un documento con Giorgia Meloni sul tema della natalità e sull’esigenza di incrementare le logiche a sostegno. Ma – conclude – è stato bocciato”.