Campidoglio, Carlo Calenda ci crede: “Io ne sono convinto, credo fortemente di andare al ballottaggio e di diventare conseguentemente sindaco”

Carlo Calenda, candidato indipendente come sindaco di Roma
‘’Io ne sono convinto, credo fortemente di andare al ballottaggio e di diventare conseguentemente sindaco’’. Così Carlo Calenda, leader di Azione e candidato sindaco di Roma in una conferenza stampa nella sede di Azione a corso Vittorio per lanciare la sua campagna elettorale. “Dico con grande chiarezza che non si deve difendere la gestione Raggi, al contrario di quello che dice il Pd che, nel caso, sosterrebbe la Raggi. Poi dipende da quello che sarà il candidato del centrodestra. Se fosse Bertolaso non avrei problemi ma non si capisce chi è’’. “Dopo 8 mesi e un migliaio di pagine di progetti per singoli municipi, che abbiamo condensato in un sito internet, oggi parte la campagna elettorale – ha detto Calenda – Roma è una città ridotta a brandelli ma non ci credo che Roma non si può cambiare, è un lavoro complesso per cui ci vogliono tanti mesi’’. La presentazione del programma elettorale è stata condensata in un video lancio che si chiude con la frase la ‘’politica è la capacità di cambiare le cose’’. “Oggi presentiamo un pezzo significativo del programma, frutto di un confronto in 60 quartieri e con circa 27 gruppi di lavoro sui problemi trasversali di Roma, dai trasporti ai rifiuti al verde. Tutto questo si aggiunge a una grande campagna di marketing: 300 autobus, 400 para pedonali, 60 banchetti con volontari, ne abbiamo già 500 e conto di arrivare a 1500 entro settembre. Il nostro slogan è ‘Roma, sul serio’ perché è esattamente quello che vogliamo fare, vogliamo fare sul serio’’. “Il nostro programma è fatto di numeri, su ogni cosa si indica quanto costa e quanto ci si mette, cosa si può fare nella prima e nella seconda consiliatura perché Roma non si mette a posto in 5 anni’’, ha poi affermato il candidato sindaco. “A Zingaretti chiedo, visto che parla continuamente di poteri speciali a Roma, di delegare quelli che possono essere delegati oggi con l’attuale legislazione”, ha detto ancora. ’Prima di avere la legge costituzionale ci vogliono anni, ma non servono poteri speciali per rifiuti o metro: ci vuole capacità di gestione’’.