Brusca frenata Enel a Torrevaldaliga Nord

A Civitavecchia dimezzato il progetto per la riconversione a gas, che passa da due gruppi per un totale di 1600 megawatt a uno da 800

di Alberto Sava
Un cambio di passo importante, soprattutto per il territorio. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il colosso energetico in sede di commissione Via ha ricevuto l’indicazione di ridurre abbondantemente il progetto. A quanto pare questa necessità è stata già comunicata al Pincio. Nei piani iniziali c’era un progetto di riconversione della centrale a carbone (con il programma di decarbonizzazione che prevede lo stop entro il 2025, in linea con il Pniec) a gas con due gruppi a turbogas a ciclo aperto da 500 megawatt e 300+300 a chiusura del ciclo per un totale di 1600 megawatt. Una riconversione fortemente osteggiata da quasi tutte le realtà cittadine con un atto del consiglio comunale a sancire la contrarietà di Civitavecchia a questa ennesima servitù imposta in nome di un bene comune, vedi produzione elettrica nazionale. Una riduzione che potrebbe essere interpretata come una parziale vittoria per Civitavecchia, o quantomeno per tutti coloro che si sono opposti – dalle associazioni alla politica – a vari livelli contro la riconversione a gas della centrale di Tvn. A quanto pare, infatti, nell’ambito di approfondimenti, modifiche e richieste varie della Commissione Via è arrivata anche la rimodulazione del progetto. I gruppi non saranno più due per un totale di 1600 mw ma Enel dovrà ripresentare la richiesta per un progetto che preveda soltanto un gruppo per un totale di 800mw. Una notizia che arriva nemmeno due mesi dopo la decisione drastica di Tirreno Power che ha detto no a nuovi impianti a gas. Ora bisognerà vedere cosa cambierà nel futuro della centrale alla luce delle novità. In attesa delle svolte future, il territorio deve confrontarsi con i piani ed obiettivi energetici del governo Draghi ed Unindustria Civitavecchia non fa alcun mistero di puntare su energia, logistica ed economia del mare per allineare l’alto Lazio tirrenico agli sviluppi più strutturati delle regioni confinanti e delle altre realtà portuali della penisola. Obiettivi in linea con il piano di investimenti nazionali dei fondi europeo, che richiedono una visione di sviluppo da perseguire con un management preparato a una politica adeguata.   Quindi si parla di una crescita complessiva che impone un cambio di passo alle diverse istituzioni del territorio. Quanti perseguono obiettivi di investimenti e sviluppo devono guardare anche ad una crescita culturale complessiva del tessuto del litorale nord. Eccellenze e capacità dei singoli non mancano, ma serve un gioco di squadra per azzerare gli egoismi di parte, facendo sintesi tra interessi comuni e vantaggi generali per tutti. Concetti semplici da capire, ma complicatissimo da attuare senza il necessario scatto culturale senza il quale la crescita è impossibile. Tempo scaduto, via le gerarchie geriatriche in tricolore