Olimpiadi di Tokyo: altre 19 persone positive al Covid

Ancora guai dal Covid per le Olimpiadi di Tokyo
Ci sono altre diciannove persone risultate positive al Covid a poche ore dalla Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Tokyo. Tre sono residenti nel Villaggio Olimpico. La conferma è arrivata dal Comitato organizzatore, che ha specificato come si tratti di tre atleti provenienti dall’estero, ora in isolamento per 14 giorni, mentre i restanti 16 con accredito olimpico includono tre membri dei servizi in appalto e tre membri dei media. Le infezioni da covid-19 continuato a mettere a dura prova i partecipanti alle Olimpiadi ora in Giappone, con i casi totali che salgono a 106 dal 1 luglio. Il conteggio giornaliero del comitato organizzatore non include atleti e appartenenti a delegazioni risultati positivi durante i giorni di preparazione e allenamento verso i Giochi. I funzionari dei Giochi di Tokyo 2020 stanno intensificando la sorveglianza sui partecipanti stranieri alle Olimpiadi nella capitale giapponese e nelle altre sedi di gara, invitandoli a rimanere “in vista” di una guardia di sicurezza quando lasciano il loro hotel tra le preoccupazioni per i trasgressori delle regole legate al covid-19. Chiunque arrivi nella capitale giapponese dall’estero per i Giochi è costretto a sottoporsi ad un periodo di quarantena di 14 giorni come parte integrante delle misure degli organizzatori per combattere la diffusione del coronavirus. Oltre a questo bisogna compilare un piano di attività in cui i visitatori devono indicare in quali sedi di Tokyo 2020 intendono andare durante i loro primi 14 giorni a Tokyo. Oltre a dover scaricare un’app (Ocha) dove inserire le indicazioni sulla propria condizione di salute, temperatura compresa, che viene richiesta in ogni situazione. Gli ufficiali di collegamento Covid-19 (CLO) sono stati informati alla fine di giugno che i membri di ogni organizzazione potranno lasciare il loro hotel per 15 minuti ogni giorno per ottenere l’essenziale da un minimarket nelle vicinanze. Recentemente ci sono state segnalazioni di persone accreditate che bevono in bar e ristoranti, causando preoccupazione tra il pubblico giapponese. Masa Takaya, portavoce di Tokyo 2020, ha rivelato che gli organizzatori hanno deciso di eliminare la politica dei 15 minuti, ma hanno avvertito i visitatori di non allontanarsi troppo dai loro hotel. “Non ci sarà più la regola dei 15 minuti, ma ciò che vogliamo assicurarci è che siano in atto contromisure approfondite. Se si ha bisogno di uscire, anche solo per un minuto per mangiare, bisogna solo dire all’addetto alla sicurezza all’ingresso di segnare il proprio nominativo ed il numero della stanza. “Sotto la sorveglianza dell’addetto è possibile entrare in un minimarket per comprare da mangiare e tornare il più rapidamente possibile. Non esiste una definizione chiara che debba avvenire entro 15 minuti”, ha spiegato Takaya.Il Giappone è in stato di emergenza a causa dell’aumento dei casi di covid-19, con Tokyo che ha riportato 1.979 nuove infezioni nelle ultime 24 ore, il conteggio giornaliero più alto dal 15 gennaio. Il numero di infezioni confermate da covid-19 in Giappone tra quelle collegate ai Giochi dal 1 luglio è ora pari a 92. I funzionari di Tokyo 2020 avevano precedentemente avvertito che il pubblico giapponese avrebbe condiviso sui social media immagini e prove di persone accreditate alle Olimpiadi che violavano le regole. Tsuyoshi Iwashita, capo della sicurezza per Tokyo 2020, ha ammesso che la regola dei 15 minuti stava portando a “qualche malinteso”, ma ha ribadito l’importanza che i visitatori aderiscano ai protocolli legati al covid-19 per evitare di affrontare possibili sanzioni. “Quando identifichiamo tali violazioni, cerchiamo di identificarle il più rapidamente possibile e talvolta dobbiamo trattarle di conseguenza”, ha affermato Iwashita. “Qualsiasi violazione del playbook identificata ci sarà potrebbe portare ad una sospensione dell’accredito o ad un avvertimento. Vorrei cogliere l’occasione per chiedere a tutte le persone in questi Giochi di rispettare le regole”.