Napoli, al G20 trovato un accordo sul clima e sull’energia

Il rappresentante Usa Kerry al G20 di Napoli
A Napoli è stato approvato l’accordo sul clima ed energia nel corso della seconda e ultima giornata dei lavori del G20. Ad annunciarlo il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Il negoziato, che ha portato all’approvazione del ‘Communiqué’, è stato molto lungo e intenso e il punto che ha maggiormente richiesto attenzione e trattative è stato quello sulla decarbonizzazione rispetto alla quale Cina, ma soprattutto India hanno opposto le maggiori resistenze. Da parte di tutte le delegazioni presenti a Palazzo Reale si è levato un applauso per festeggiare l’intesa raggiunta.  Il “Communiqué” approvato è composto di 60 articoli e l’accordo riguarda 58 punti. “Su 60 articoli due sono stati estratti perché non è stato possibile trovare l’accordo. Quindi alcuni punti sono stati rinviati ai livelli di decisione politica più alta del G20 dei capi di Stato: oggettivamente è stato un ottimo risultato”, ha detto il ministro della Transizione ecologica, nel corso della conferenza stampa al termine del G20.  I due punti rinviati al G20 dei capi di stato e di governo sono: rimanere sotto 1,5 gradi di riscaldamento globale al 2030 ed eliminare il carbone dalla produzione energetica al 2025. “Usa, Europa, Giappone e Canada sono favorevoli, ma quattro o cinque paesi, fra i quali Cina, India e Russia, hanno detto che non se la sentono di dare questa accelerazione, anche se vogliono rimanere nei limiti dell’Accordo di Parigi”, ha detto Cingolani che ha sottolineato che “questo accordo è fondamentale per aprire la strada alla Cop 26″, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite, Cop 26, che si svolgerà a Glasgow a novembre”. Il problema principale è sulla scala dei tempi, ha spiegato, perché “alcuni paesi economicamente rischiano di non farcela” in una decade. L’Accordo di Parigi, negoziato alla Conferenza delle parti (Cop 21) della Convenzione sui cambiamenti climatici e sottoscritto da circa 200 Paesi, pone l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi e di proseguire gli sforzi per limitare l’aumento a 1,5 gradi.  “Sarei stato più ambizioso”, ha detto ancora Cingolani in conferenza stampa, ma “penso che possiamo essere assolutamente contenti e soddisfatti, non avevamo tutto questo ottimismo, sembravano esserci barriere più alte. Abbiamo ottenuto un accordo che credo sia assolutamente senza precedenti perché per la prima volta il G20 accetta che clima e politica energetica sono strettamente connessi”.