C20 Salute, parla il ministro Speranza: “Vogliamo investire nell’approccio One Health ovvero guardando a esseri umani, animali e ambiente come un unico ecosistema”

Il ministro della Salute Speranza
“Vogliamo investire nell’approccio One Health, ovvero guardando a esseri umani, animali e ambiente come un unico ecosistema, per rispondere alle emergenze sanitarie di oggi e di domani”. Lo sottolinea sui social il ministro della Salute, Roberto Speranza, mentre è in corso a Roma la seconda e ultima giornata del G20 della Salute., con il ministro che vede “le condizioni per costruire il  Patto di Roma, che garantirà vaccini anche ai paesi più fragili”.  Potenziare la sanità pubblica su scala globale, prevenire future pandemie e migliorare la risposta a quella attuale attraverso studio e vaccini sono i temi al centro del vertice si tiene nella Capitale. La due giorni, presieduta dal ministro italiano, si svolge ai Musei Capitolini, dove furono firmati, nel 1957, i Trattati di Roma, prima tappa nella costruzione di quella che sarebbe diventata Unione europea. “Ci sono le condizioni, per costruire il Patto di Roma” è la proposta di Speranza dopo la prima giornata di riunioni. “La sfida è provare ad allargare la forza dei nostri servizi sanitari nazionali, investire di più e provare a segnare un cambio di passo molto significativo che consenta di difendere l’approccio di universalità del servizio sanitario nazionale”. Sul fronte della lotta al Covid-19, spiega il ministro, “ci sono distanze molto forti tra i Paesi più ricchi e più avanzati che hanno percentuali di vaccinati molto significative e ci sono paesi che invece sono indietro”. L’obiettivo è portare il vaccino dappertutto, “anche nei paesi più fragili”, prosegue, e “l’impegno di questo Patto di Roma a cui stiamo lavorando è quello di costruire le condizioni affinché il vaccino sia un diritto di tutti e non il privilegio di pochi”. Si punta a chiudere la giornata conclusiva di lunedì con una dichiarazione condivisa, sottoscritta da tutti i Paesi presenti, e il messaggio, sottolinea Speranza, è che “se una persona sta male va curata, indipendentemente dalla propria condizione economica, indipendentemente dal posto in cui è nata, indipendentemente dal colore della pelle. Il Patto di Roma considera questo come essenziale”, conclude il ministro che ancora una volta evidenzia l’importanza della campagna vaccinale anti-Covid bollando come “inaccettabili” le minacce ‘no-vax’ arrivate a diversi giornalisti.  Dg Oms: solo il 2% vaccinati in Africa, ‘inaccettabile’  “Quando ci siamo incontrati virtualmente a Riad l’anno scorso, tutti speravamo che ormai la pandemia fosse sotto controllo”. E invece “è vero l’opposto. Molti Paesi continuano ad affrontare un forte aumento dei casi e dei decessi, nonostante siano stati somministrati più di 5 miliardi di vaccini in tutto il mondo. Ma quasi il 75% di queste dosi è stato somministrato in soli 10 Paesi. L’Africa ha la copertura vaccinale più bassa, con il 2%. Questo è inaccettabile”. Comincia con un forte monito il messaggio inviato al G20 Salute, in corso a Roma, dal direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ricorda come sarà possibile raggiungere gli obiettivi prefissati per contenere la pandemia “solo con l’impegno e il sostegno dei Paesi del G20”. Mantovani: errore non condividere vaccini “Uno degli errori commessi” durante la pandemia “è stata la mancanza di condivisione dei vaccini, perché non possiamo lasciare un continente come l’Africa dipendente per il 99% dalla produzione esterne di vaccini”. Lo ha detto l’immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas e professore emerito dell’Humanitas University a Milano, in collegamento con ‘RaiNews24′ in diretta da G20 Salute a Roma rispondendo alla domanda sugli errori commessi nell’affrontare l’emergenza Sars-Cov-2. Secondo Mantovani, sono stati commessi anche altri errori: “Un coordinamento internazionale, la prevenzione con gli studi sui patogeni degli animali, come li alleviamo e la necessità di fare ricerca. E poi – ha aggiunto – come affrontiamo le pandemia. Abbiamo una grande minaccia che è costituita dai batteri resistenti agli antibiotici, dobbiamo avere comportamenti responsabili ed essere preparati”. Unicef: soddisfazione e sostegno “Desideriamo esprimere grande soddisfazione per gli esiti della prima riunione di ieri dei Ministri della Salute del G20”, dichiara Andrea Iacomini Portavoce dell’Unicef Italia. “Ci hanno colpito in particolar modo le parole del Ministro della Salute italiano Roberto Speranza che ha parlato di ‘Patto di Roma’ per garantire non solo il rafforzamento dei sistemi sanitari nazionali ma anche per non lasciare indietro nessuno e garantire vaccini anche ai paesi più fragili”. “Siamo da subito disponibili a fornire tutto il nostro contributo per dare sostegno al Governo sugli impegni contenuti nel Patto di Roma nella consapevolezza che – conclude il responsabile Uniced Italia – non c’è e non ci sarà sicurezza per nessun Paese al mondo nella lotta contro il Covid se non ci sarà equità nella diffusione dei vaccini. Covax rappresenta anche una grande rivoluzione sociale e culturale che speriamo trovi l’impegno di tutti”. Ue, Kyriakides: unione per malattie emergenti  “Una forte Unione della Salute garantirà che l’Ue sia meglio attrezzata per affrontare le crisi future. Ma abbiamo bisogno di una sorveglianza unica globale per le malattie emergenti, comprese le pandemie silenziose come l’Amr (la resistenza agli antibiotici, ndr). Il G20 che agisce insieme può fare la differenza”. Così la Commissaria Ue alla salute, Stella Kyriakides, su Twitter. Bombardieri (Uil): ruolo centrale sanità pubblica “Se il Covid ha mietuto tante vittime è anche perché, negli ultimi decenni, in Italia, in Europa e in diverse parti del mondo, la sanità pubblica ha subito tagli indiscriminati in nome di logiche di austerità e di un neoliberismo sfrenato”, dichiara il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, in vista del suo intervento ai lavori del G20 sulla Salute. “Oltre alla necessita’ di cospicui investimenti nel settore – prosegue Bombardieri – noi crediamo che sia indispensabile derogare alla normativa sui brevetti, non solo per i vaccini ma anche per tutti quei dispositivi che sono utili a prevenire il virus o a curare la malattia”.