Afghanistan, Il primo volo civile per l’evacuazione di stranieri dal ritiro delle truppe Usa è decollato da Kabul con 200 cittadini stranieri

L'aeroporto di Kabul
Il primo volo civile per l’evacuazione di stranieri dal ritiro delle truppe Usa è decollato oggi da Kabul. Circa 200 cittadini stranieri – compresi alcuni americani e cittadini con doppia cittadinanza, alcuni dei quali titolari di passaporto italiano- hanno lasciato la capitale afghana nel primo viaggio dal ritiro degli Usa e dalla presa di potere dei talebani, lo afferma una fonte a Doha. “Non tutti i 200 sono cittadini americani. Ci sono cittadini americani tra il gruppo che parte da Kabul verso Doha”. L’aeroporto di Kabul è “pienamente operativo” e “funzionante” ha affermato l’inviato del Qatar, Mutlaq al Qahtani. L’apprezzamento degli USA e dagli Stati Uniti arriva il riconoscimento dell’atteggiamento collaborativo da parte delle autorità afghane. “Professionale e flessibile”, così la portavoce del consiglio di sicurezza nazionale Usa, Emily Horne, ha definito il comportamento dei talebani nell’ultima evacuazione di civili stranieri. “Un passo positivo”, ha aggiunto. Nuove proteste hanno intanto avuto luogo, nonostante il divieto a manifestare sancito ieri dai talebani, che hanno intimato alla popolazione di rimanere in casa. Lo riferisce la Bbc. I manifestanti sono scesi in piazza in diverse parti del Paese, decine si sono radunati anche nei pressi dell’ambasciata del Pakistan a Kabul, dove i talebani hanno aperto il fuoco nel tentativo di disperdere la folla. Altre manifestazioni si sono svolte nelle province di Parwan e Nimruz. In concomitanza con le proteste di stamane, il collegamento a internet è stato interrotto in diverse zone di Kabul, riporta sempre la Bbc, citando media locali. Il giornalista afghano Bilal Sawary ha riferito su Twitter che diverse fonti nel settore delle telecomunicazioni gli hanno confermato che i Talebani hanno ordinato un blocco temporaneo della connessione via cellulare in vari quartieri della capitale. Ue: governo ad interim non rispetta le aspettative Il governo ad interim dei talebani “non rispetta le aspettative” dell’Unione europea, poiché non rispetta “i benchmark di incisività e rappresentanza delle diversità. Aspettiamo la formazione di un esecutivo più stabile” in Afghanistan “e sulla base” di come sarà formato “decideremo se è possibile impegnarci” nel dialogo, ha ribadito oggi il portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna, Peter Stano.  Sereni: stiamo lavorando a corridoi umanitari Nessun volo italiano da Kabul è previsto al momento. Lo ha sottolineato la vice ministra degli Esteri, Marina Sereni, in un incontro stampa, alla Farnesina, al termine della prima riunione del Tavolo di coordinamento sull’Afghanistan con le organizzazioni della società civile, in cui ha, fra l’altro, precisato che “non abbiamo italiani da evacuare”. La diplomazia “sta lavorando” per accogliere gli afghani, “cercando di capire” in particolare se si possono organizzare evacuazioni umanitarie per gli sfollati dai Paesi limitrofi. “Se ci saranno condizioni di sicurezza le utilizzeremo”, ha osservato. Difficile dire quante potrebbero essere le persone da evacuare: “Ci sono delle liste che stiamo verificando anche per evitare infiltrazioni. Ma sarà un numero più piccolo dei precedenti 5 mila. Parliamo di centinaia di persone”. Anche su questo, anche in vista del G20, “lavoriamo per il massimo coinvolgimento possibile della comunità internazionale”. Fra le priorità indicate dal Tavolo, la possibilità per studenti e studentesse universitari di arrivare in Italia, prevedendo corridoi umanitari ad hoc. Con il Miur si sta lavorando per aumentare le borse di studio ed è in fase di costruzione un coordinamento fra gli atenei italiani (verrà creata una casella elettronica presso la direzione competente del ministero degli Esteri dove accogliere le disponibilità) così da ottimizzare gli interventi. Il tema migratorio è stato al centro della riunione odierna. Fra gli interventi che si intendono avviare, in primo piano la verifica di possibili corridoi umanitari, in particolare per le categorie vulnerabili (donne e bambini). Su questi, Sereni ha detto che la Farnesina è già al lavoro con il Viminale ma “ci vuole ancora tempo”. Per sostenere questo tipo di migrazione, saranno estesi i fondi europei Fami anche agli afghani, nazionalità ora non prevista. La vice ministra ha anche confermato che “si sta lavorando” per insediare l’ambasciata italiana a Doha: “è una decisione presa”, in sintonia con quando deciso anche dall’Ue, e “non è legata ad attività umanitaria in loco”.