Tennis, si infrange il sogno del Grande Slam di Djokovich che perde la finale dell’Us Open contro Medvedev

Le lacrime di Djokovich dopo la sconfitta alla finale dell'Us Open
Daniil Medvedev vince l’US Open, Novak Djokovic dice addio al Grande Slam. Il 25enne russo, numero 2 del ranking, trionfa in finale battendo il serbo per 6-4, 6-4, 6-4 in 2h15′. Medvedev, al 13esimo titolo della carriera, conquista il primo torneo dello Slam dopo aver perso quest’anno la finale dell’Australian Open. Djokovic fallisce l’assalto al Grande Slam. Il 34enne fuoriclasse di Belgrado – vincitore quest’anno in Australia, al Roland Garros e a Wimbledon – crolla a New York: non arriva il quarto major stagionale e sfuma il 21esimo titolo in uno Slam. Djokovic va al tappeto in una sfida condizionata da una valanga di errori gratuiti: 38 unforced errors, una rarità per il numero 1 del mondo. Il serbo non punge e mette a segno l’unico break quando è sotto 2-5 nel terzo set: troppo poco e troppo tardi. Il Grande Slam rimane un miraggio per Nole, che puntava ad eguagliare l’impresa compiuta due volte da Rod Laver nel 1962 e nel 1969. Medvedev, il primo tennista della nuova generazione a fare centro in un major, è il terzo tennista russo a portare a casa il trofeo di uno Slam: prima di lui ci sono riusciti Yevgeny Kafelnikov e Marat Safin. “Provo una gioia indescrivibile, è il mio primo Slam e significa molto per me”, le parole di Medvedev durante la premiazione. “Voglio scusarmi prima di tutto con voi tifosi e con Novak. Tutti sappiamo cosa stava realizzando oggi. Non l’ho mai detto a nessuno ma ora lo dirò: per me sei il più grande tennista della storia”, dice il russo rivolgendosi al campione di Belgrado, che prontamente ricambia: “Prima di tutto faccio i complimenti a Daniil. Se qualcuno meritava uno Slam quello eri tu. Spero avrai tanti altri successi come questo”, dice Djokovic. “Anche se non ho vinto, il mio cuore stasera è pieno di gioia. Sono l’uomo più felice del mondo perché mi avete fatto sentire speciale. Mi avete toccato l’anima, non mi sono mai sentito così a New York. Vi amo, ci rivedremo presto”, è il ringraziamento di ‘Nole’ al pubblico dell’Arthur Ashe Stadium, questa volta tutto dalla sua parte. “Certo -ammette il campione di Belgrado-, una parte di me è molto triste. Questa sconfitta è difficile da digerire con tutto quello che c’era in gioco. Ma d’altra parte qui a New York ho sentito qualcosa che non avevo mai provato prima nella mia vita”. “Il pubblico mi ha fatto sentire molto speciale. Il supporto, l’energia e l’affetto che ho ricevuto è qualcosa che ricorderò per sempre. Ed è per questo che ho pianto al cambio di campo”, racconta Djokovic, scoppiato in lacrime ancora prima dell’epilogo del match. “Ma nel tennis sappiamo voltare pagina molto velocemente e altre sfide ci attendono. Ho imparato a superare queste dure sconfitte nelle finali degli Slam, sono quelle che fanno più male. Amo ancora questo sport e mi sento ancora bene in campo. Finché ci sarà questa luce, questa motivazione, continuerò a competere”.