Usa, abusi sessuali: le lacrime della campionessa Simone Biles che accusa l’Fbi

La ginnasta statunitense Simone Biles
Sono state testimonianze dure e sofferte, spesso interrotte dalle lacrime, quelle della campionessa olimpica di ginnastica artistica, Simone Biles e delle sue compagne, che hanno trovato la forza di parlare pubblicamente, davanti al Senato, degli abusi sessuali subiti per anni come atlete della nazionale americana da parte di Larry Nasser, il medico della squadra olimpica di ginnastica artistica condannato nel 2018 alla pena di 176 anni di reclusione. Ad aprire le audizioni e’ stata l’atleta Simone Biles che ha accusato la federazione e l’Fbi di essersi girate dall’altra parte. “Sono una vittima di abusi sessuali – ha detto, tra le lacrime – e le circostanze che hanno portato a questo e hanno lasciato che continuassero sono direttamente legate al fatto che le organizzazioni create dal Congresso per proteggere me come atleta, non hanno fatto il proprio lavoro”. “Incolpo Larry Nasser, e incolpo anche un intero sistema che ha permesso e perpetrato i suoi abusi”, ha detto Biles. McKayla Maroney, oro olimpico ai Giochi di Londra 2012, ha dichiarato di essere stata abusata sessualmente da Nassar per un periodo di sette anni, a partire da quando aveva 13 anni. “Hanno scelto di mentire e di proteggere un molestatore seriale di bambini”, ha detto la Maroney ai senatori. “Che senso ha denunciare un abuso se i nostri agenti dell’FBI decidono di seppellire quel rapporto in un cassetto?” In totale, Nassar è stato accusato di abusi sessuali da più di 330 donne e ragazze presso la USA Gymnastics e la Michigan State University. Il direttore dell’FBI Christopher Wray è ampiamente scusato con i presenti per la “condotta riprovevole” e gli “errori madornali” descritti in un rapporto sulle indagini dell’Fbi dell’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia e pubblicato a luglio scorso. Wray ha assunto il ruolo di vertice dell’agenzia solo nel 2017, ma si è impegnato a prevenire il ripetersi di casi del genere sotto la sua guida. Il nome di Nassar, 54 anni, finì al centro dello scandalo quando venne citato da numerose ex campionesse, tra la quali Rasman, la capitana della squadra d’oro alle Olimpiadi nel e nel 2016. Ma fu Rachel Denhollander, la prima ex ginnasta ad accettare di parlare apertamente all’Indianapolis Star delle molestie che aveva subito dal medico quando aveva soltanto 15 anni. Fu lei a presentare una delle prime denunce alla polizia, il 29 agosto 2016, contro il medico. Nassar, oltre alla sentenza statale per molestie alle ginnaste, è stato anche condannato da una corte federale a 60 anni di carcere per 37.000 immagini e video pornografici di bambini trovati sul suo computer.