Lettera aperta: “Riflessioni di settembre…”

Riceviamo e pubblichiamo – Questo mese di settembre caldo, assolato e gentile rende l’addio alla bella stagione più difficile di sempre. Una volta questo periodo, complici le Scuole che iniziavano le grandi manovre ad ottobre, vedeva nascere molte storie. Novelli amori innanzitutto: ponderati e sicuri che seguivano alle infatuazioni estive, a volte apportatrici di grosse delusioni. Nascevano nuove amicizie, frutto della continua frequentazione degli arenili improvvisamente divenuti ampi, spaziosi ed orfani di giovani virgulti ansiosi d’emulare gli eroi del calcio. Il pensiero delle Scuole era ancora lontano, il sole continuava a “picchiare” ed il mare, finalmente pulito, incoraggiava anche i meno audaci ad immergersi e godere il famoso “sale sulla pelle”. Insomma, una volta il “tranquillo” settembre era la degna chiusura di una Estate per lo più caotica e nefasta che aveva visto lo scorrere delle innumerevoli Sagre, Rievocazioni, Feste di Santi patroni, ricorrenze ed immancabili calamità che accadevano in giro per il Mondo, chiudersi con l’ansia di ricominciare il tanto (troppo) bistrattato “tran-tran” che già dalle prime settimane di Ottobre ci catapultava nell’attesa del Natale, delle sciarpe, delle pellicce e dei cappotti. Oggi è tutto diverso a Settembre. Senza menzionare lo stramaledetto Virus le città sono già in prima linea sul versante Scuola; in alcune si vota e da noi si possono registrare soltanto le prime avvisaglie per le Amministrative della prossima primavera. Girano le prime indiscrezioni sussurrate al riparo di un caffè e con il sorriso stampato sulle labbra affinché sia chiaro al “Popolo” che tutto avverrà alla luce del più limpido ottimismo. Gli “uscenti” giocano le ultime carte fatte di annunci (già noti in verità) di arrivi di prossimi finanziamenti, ponti e ciclopedonali degne di una metropoli Scandinava. Speriamo… Certo è che, oggi come oggi, chiunque prenderà il posto dell’attuale Amministrazione delle cosiddette “gatte da pelare” ne avrà parecchie. Non voglio fare l’ennesimo elenco delle cose che non vanno e che inevitabilmente i prossimi Amministratori si troveranno davanti; fiumi d’inchiostro hanno già guadagnato la via del mare e si sono persi nel dimenticatoio a raccontare sogni e bisogni. Una cosa sola è certa: Cerveteri ha bisogno impellente di gente decisa, appassionata e valida come non mai. Persone, non personaggi, disposte ad anteporre anche alle proprie convinzioni Politiche gli interessi della Città più bella e più antica di Roma, che, poco a nord della stessa Capitale, fu vanto dell’Etruria e fiducia odierna per tanti residenti , vecchi e giovani, ugualmente speranzosi di un futuro migliore.
Alfonso Capone