Report dell’Istat: L’Italia chiude il 2020 con il Pil in calo dell’8,9% a causa del drammatico impatto della pandemia

L’Italia chiude il 2020 con il Pil in calo dell’8,9% a causa del drammatico impatto della pandemia, appena meglio delle stime del governo (-9%) e dopo il +0,3% registrato nel 2019. Lo rende noto Istat, fornendo il bilancio consolidato di tutte le amministrazioni pubbliche valido ai fini di Maastricht. Lo scorso anno l’indebitamento netto è stato pari al 9,5% del Pil, a fronte dell’1,6% registrato nel 2019, rispetto al 10,8% stimato dal governo. Il debito pubblico sale al 155,6% del Pil dal 134,6% del 2019, contro il 157% ipotizzato dall’esecutivo. Il saldo primario (indebitamento netto meno spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil è stato pari nel 2020 a -6% (+1,8% nel 2019). La pressione fiscale è salita al 43,1% dal 42,4% del 2019. A trascinare la caduta del Pil “è stata soprattutto la domanda interna, mentre la domanda estera e la variazione delle scorte hanno fornito un contributo negativo limitato”, sottolinea Istat. “Dal lato dell’offerta di beni e servizi, il valore aggiunto ha segnato cadute marcate, particolarmente nelle attività manifatturiere e in alcuni comparti del terziario. La contrazione dell’attività produttiva si è accompagnata a una decisa riduzione dell’input di lavoro e dei redditi”. Il deficit ha registrato un netto peggioramento per “la caduta delle entrate e per il consistente aumento delle uscite, dovuto alle misure di sostegno introdotte per contrastare gli effetti della crisi su famiglie e imprese”. L’Italia è uno dei Paesi più colpiti dal Covid-19, con quasi 98.000 morti e oltre 2,9 milioni di contagi da inizio pandemia, ed è stato il primo Stato occidentale ad adottare un rigido lockdown un anno fa. Di seguito i dati forniti da Istat (percentuale in rapporto al Pil):