Davide Pecorelli stava scappando dai creditori e si era dato alla macchia in Albania: ritrovato vivo dopo 9 mesi

L'imprenditore Davide Pecorelli
Stava scappando dai creditori, per questo si era dato alla macchia in Albania per cercare fortuna dopo il crac in Italia. Davide Pecorelli, imprenditore umbro ed ex arbitro ad Arezzo, ha raccontato così i mesi della sua scomparsa sulle pagine de La Nazione, spiegando che non avendo avuto successo in terra albanese, aveva deciso di inscenare il suo omicidio con l’aiuto di un prete. Sarebbe infine riapparso in Italia, dove è stato ritrovato a bordo di un gommone nelle acque dell’isola di Montecristo, luogo in cui si sarebbe recato per cercare il tesoro. “Ero perseguitato da creditori e dipendenti. Saranno stati in cinquanta”, ha affermato al quotidiano toscano Pecorelli. “Ero senza un euro. Manco per la benzina. In Albania – spiega ancora l’impreditore – ho cercato un’ultima possibilità: prima a Scutari e Tirana tentando di vendere prodotti per capelli e un macchinario da 100mila euro”. Poi si è recato a Puke: “Ho cercato un parroco per confessarmi e togliermi la vita”, ha racconto. Il religioso però gli avrebbe dato l’idea di inscenare l’omicidio, gettando l’auto in un dirupo e usando delle ossa prese da un ossario comune. Poi si è spostato a Valona: “Sono stato lì, ma dal 7 maggio. Con la comunità religiosa era emersa la questione del tesoro. Sapevo che avrei dovuto affrontare 27 miglia in mare aperto al Giglio, quasi una follia, quindi dovevo essere preparato”.