Pasticceria, Italia Campione del Mondo. In giuria il nostro Giuseppe Amato

L’Italia della pasticceria ha vinto la Coupe du Monde de la Pâtisserie. Per la terza volta nella storia del concorso mondiale gli Azzurri salgono sul gradino più alto del podio. Un’emozione indescrivibile, l’arena del Sirha di Lione immersa nei cori dei tanti tifosi nostrani. Lacrime ed entusiasmo. Perché è una vittoria speciale, ancora più gustosa: la prima volta con la Francia in gara. La prima volta dopo questo periodo così complesso per tutti. La prima volta con la nuova presidenza di Pierre Hermé, che succede al fondatore dell’evento (nel 1989), il mitico Gabriel Paillasson. È una vittoria che avviene nell’anno magico dell’Italia, con gli Europei di calcio e di pallavolo (con la nazionale maschile e femminile), Berrettini che gioca in finale a Wimbledon e i Maneskin all’Eurovision. E proprio Zitti e Buoni era stata la canzone scelta dal Team Italy quale colonna sonora dei loro impegnativi e complessi allenamenti, durati molti più mesi del previsto, visto che la CMP è stata posticipata per ben due volte. Una vittoria meritata e vissuta intensamente, in ogni istante, prima, durante e dopo, resa ancora più incredibile dal risultato finale, che ha visto il tricolore primeggiare su Giappone (secondo posto) e Francia (terza). Premio speciale alla sostenibilità alla Svizzera, premio allo spirito di squadra al Cile. Del resto l’Italia questa competizione ce l’ha nel sangue e nel cuore: 12 partecipazioni e un doppio titolo di Campione del Mondo. Fino ad oggi, con questa terza vittoria conquistata da Lorenzo Puca, Andrea Restuccia e Massimo Pica, affiancati dal presiedente del Club de la Coupe du Monde Selezione Italia, Alessandro Dalmasso, insieme ai tre campioni 2015, Emmanuele Forcon, Francesco Boccia e Fabrizio Donatone. Un Club che dal 2000 si impegna con professionalità e tanto “volontariato” a sostenere non solo economicamente i percorsi delle squadre. Un gruppo di lavoro coeso, composto da Vittorio Santoro, direttore di Cast Alimenti, la segretaria Paola Cristini, la pr manager Livia Chiriotti, la Drg Comunicazione per l’ufficio stampa, gli stagisti di Cast che affiancano il team giorno e notte (Matteo e Lorenzo Marchisio e Dejana Sciscianiuna) e la rosa di preziosi sponsor che danno linfa a questo “sistema Italia del dolce”. La chiave di questo gigantesco successo, che ha scatenato l’orgoglio italiano non solo in Arena, ma in tutto il web e i social, è ovviamente il team, che per due terzi è composto da quello che nel 2019 era salito sul terzo gradino del podio mondiale: il capitano è sempre lui, Lorenzo Puca, 32 anni, specialista dello zucchero artistico; il ventottenne esperto del ghiaccio, Andrea Restuccia, che quest’anno ha dovuto mettere in campo il suo talento da pasticciere, essendo stata eliminata dal nuovo regolamento la prova di scultura del ghiaccio; Massimo Pica, 36 anni, partenopeo ormai milanese, il nuovo candidato del cioccolato. Dieci ore a disposizione per realizzare il dessert al cioccolato da condividere, la torta gelato, il dessert al piatto da ristorante, la scultura di zucchero alta 165 cm e, così come la pièce al cioccolato e una scultura ottenuta da un blocco sempre in cioccolato. Undici i team in gara che si sono sfidati per conquistare il gradino più alto del podio, detenuto dal 2019 dalla Malesia che, come da regolamento, accede direttamente all’edizione 2023. Soddisfazione e grande emozione da parte di Alessandro Dalmasso: “I ragazzi hanno fatto il loro lavoro in maniera perfetta, mettendo in pratica tutto ciò per cui si sono allenati, e per la parte di vita che hanno dato alla competizione. A Lione è andato in scena un mix di amore per la professione, tenacia, affiatamento di squadra. Un incredibile lavoro andato oltre ogni aspettativa. Ed è una magia che va avanti da tanti anni, segno che il gruppo è coeso e che sta funzionando”. Tra le novità del 2021, il dessert da ristorante che sostituisce il dessert al piatto.
E per giudicare questa categoria è stata istituita anche una commissione apposita, con un altro motivo di orgoglio tricolore, visto che fra gli otto giurati di fama mondiale è stato scelto anche l’italiano Giuseppe Amato, pastry chef tristellato al La Pergola di Roma. Accanto a lui, Sébastien Vauxion; Brandon Dehan, Jordi RocaEunji LeeGlenn VielSang Hoon Degeimbre e Dominique Crenn. “Partecipare come giurato – confida Amato – è stato un onore e sono felice che nel mondo si sia capito quanto il dessert da ristorazione sia importante e quanto il mestiere da pasticciere nei ristoranti sia cruciale”. Un ruolo centrale nella ristorazione tutta, ben codificato dal nostro Amato nel suo libro “La Pasticceria da Ristorazione Contemporanea” (Chiriotti Editori). Particolare attenzione infine, in questa edizione, a un approccio responsabile ed ecologico del lavoro: banditi anche additivi come coloranti, polveri glitter e biossido di titanio. (fonte www.pasticceriainternazionale.it)
AGGIORNAMENTO del 28.09.2021 ore 18.55

Giuseppe Amato nella prestigiosa giuria internazionale per i dessert da ristorante

Giuseppe Amato nella giuria speciale dedicata alla nuova categoria di dessert da ristorante. Insieme a lui, altri quattro celebri pastry chef (Brandon Dehan, Sébastien Vauxion, Eunji Lee e Jordi Roca) e tre chef di fama mondiale (Dominique Crenn, Sang Hoon Degeimbre e Glenn Viel). Durante la gara, ogni squadra ha consegnato alla giuria i 10 dessert al piatto in un servizio che non deve andare oltre i 2 minuti (e che è stato curato dagli allievi dell’Institut Paul Bocuse), avendo a disposizione altri 2 minuti per eventuali aggiunte in diretta di salse o altri elementi.
Giuseppe Amato, originario di Taormina, classe 1981, dal 2005 Giuseppe Amato fa parte dello staff dello chef tre stelle Michelin Heinz Beck, a La Pergola presso l’Hotel Rome Cavalieri, dove è capo pasticciere. Nel 2017 è entrato a far parte di AMPI e successivamente ha ricevuto il premio “Domori L’Espresso – I Ristoranti d’Italia 2018 – Le Guide de L’Espresso” assegnato alla Pergola come migliore pasticceria dell’anno. Nel 2019, il riconoscimento come miglior pasticciere d’Italia per il concorso Santa Rosa Pastry Cup e, nel 2020, viene inserito nella sezione migliori pastry chef per la guida del Gambero Rosso. A novembre 2020 è uscito il fortunato libro scritto da Amato con Lucilla Cremoni, “La pasticceria da ristorazione contemporanea”, Chiriotti Editori. Dall’estate è inoltre direttore della MAG, la Master Academy Antonino Galvagno di Palermo.
AGGIORNAMENTO del 28.09.2021 ore 18.56

Veterani della Coppa del Mondo

Il nostro Paese vanta 12 partecipazioni alla Coppa del Mondo di Pasticceria e un doppio titolo di Campione del Mondo. “Fondato nel 2001, il Club Coupe du Monde de la Pâtisserie Sezione Italia è attivo nel sostegno concreto alle squadre, edizione dopo edizione. Il presidente Alessandro Dalmasso spiega: “Man mano che le regole e gli eventi si evolvono, è come se partissimo da zero, specie in questa edizione. Ad ogni finale rivediamo il nostro stile e ci impegniamo a innovare, nell’estetica e, ancora di più, nel gusto, attraverso ricerca, studio, sperimentazione, anche grazie ad allenatori del calibro di Emmanuele Forcone, Francesco Boccia e Fabrizio Donatone, campioni del mondo nel 2015”.