Confcommercio, intervento del presidente Mattarella: “Il ruolo delle piccole e medie imprese è cruciale in questa trasformazione, anche per rilanciare l’occupazione”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
“Il ruolo delle piccole e medie imprese è cruciale in questa trasformazione, anche per rilanciare l’occupazione, specialmente stabile, aumentando la partecipazione attiva, inclusa quella di giovani e donne, alla rinascita del del Paese”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel messaggio inviato al presidente Confcommercio, Carlo Sangalli, in occasione dell’Assemblea annuale. Il Capo dello Stato ha fatto riferimento alle “ingenti risorse rese disponibili dall’Europa” e all’ambizioso programma di riforme previsto”. Il Pnrr, ha osservato, “fornisce una prospettiva concreta per consolidare la crescita e per ricostruire un modello di sviluppo per le prossime generazioni su basi più sostenibili, innovative inclusive”. Secondo Mattarella “per cogliere questa opportunità storica di cambio di passo, decisivo per l’intero Paese, e per trasformare i segnali di ripresa in solidi risultati, occorrono una forte determinazione e un impegno diffusi a coeso da parte delle istituzioni e di tutte le forze economiche e sociali”. “In questo momento delicato, l’estensione della campagna di vaccinazione e l’utilizzo di mezzi di protezione della salute dei cittadini, a partire dai luoghi di lavoro, limita i rischi di contagio, consentendo, grazie a comportamenti responsabili, una ripartenza estesa e costante delle attività economiche e sociali” scrive ancora il Capo dello Stato.  L’evento, ricorda il Capo dello Stato, “si tiene in una fase di ripresa economica, più intensa delle attese, dopo la drammatica crisi causata dalla pandemia, che ha colpito in modo particolare i settori dei servizi, dal commercio, alla ristorazione, al turismo”. Sangalli: “Ripresa più intensa del previsto, ma è d’obbligo una crescita duratura”. “La ripresa dell’economia italiana è più intensa delle attese e Confcommercio stima una crescita al 5,9% nel 2021, che si attesterà al 4,3% per il prossimo anno. Ma è d’obbligo una crescita duratura e pesano le incertezze. Il presidente di Confcommercio, Calo Sangalli, rivolto alla platea dell’assemblea cita le difficoltà del settore della ristorazione. “Certo, non dimentichiamo che la spesa per alberghi, bar e ristoranti, alla fine del 2021, sarà ancora inferiore di circa 34 miliardi di euro rispetto al 2019”. “Occorre tenere ben presente che, nei primi sei mesi di quest’anno, le presenze complessive sono ancora inferiori di 115 milioni sempre rispetto al 2019 e, di queste, 77 milioni sono assenze di turisti stranieri. Ci aspettiamo incoraggianti consuntivi per luglio e agosto, ma da qui al pieno recupero dei livelli pre-crisi la distanza è ancora ragguardevole. Forse è finita la crisi, ma non sono purtroppo finiti i sacrifici dei nostri imprenditori. Le discoteche sono ancora inspiegabilmente chiuse”. “Stiamo correndo, ma per tornare al punto di partenza, cioè al 2019” “Stiamo correndo, ma per tornare al punto di partenza, cioè al 2019. Due anni fa eravamo già molto indietro: il nostro prodotto pro capite era di mille settecento undici euro inferiore a quello del 2007.  Dunque, recuperare è  d’obbligo, ma ci aspetta ancora la partita più importante: quella della crescita, robusta, duratura e inclusiva, in grado di assicurare benessere per molti, possibilmente per tutti”. “Su Paese gravano tre grandi incertezze” Tuttavia, per Sangalli, “sul Paese, e in particolare sul nostro settore, gravano tre grandi incertezze che rischiano di minarne il contributo fondamentale. La prima incertezza riguarda il nuovo assetto dei nostri settori economici. La seconda incertezza riguarda la crescita equilibrata nella componente degli investimenti, del saldo estero e dei consumi. Vi è poi la terza incertezza, quella della transizione demografica”. “Risorse Europa spese bene, si rischia di costruire un futuro economico debole” Le risorse messe in campo dall’Europa sono “ingenti” e “dovranno essere spese bene e in tempi molto brevi. Senza una spesa di qualità rischiamo, infatti, di costruire un futuro economico debole e vulnerabile, lasciando alla ‘next generation’, per l’appunto, soltanto debiti” ha detto ancora Sangalli aggiungendo che occorre “pensare a come convertire il piano di rilancio in uno strumento europeo strutturale”. “Imprese devono essere messe nella condizione di fare investimenti” “Le imprese devono essere messe nella condizione di fare investimenti. Investimenti, liquidità, solidità patrimoniale: è un terreno sul quale resta tanto da fare nonostante gli interventi a sostegno” spiega poi il presidente di Confcommercio che chiede “i finanziamenti garantiti dal Fondo Centrale, la proroga della moratoria dei prestiti bancari e il rafforzamento del sistema dei consorzi fidi. Perché il buon credito tiene in salute l’economia e allontana il pericolo di pratiche illegali. C’è bisogno di sostenere la solvibilità delle imprese, anche con un programma diffuso di supporto alle operazioni di rafforzamento patrimoniale e con il coinvolgimento di banche, intermediari finanziari e investitori istituzionali” aggiunge. “Per quel che riguarda la cassa integrazione, si sono ipotizzate nelle scorse settimane, altre mensilità senza oneri, fino alla fine dello stato di emergenza. Bene, va fatto precisa inoltre Sangalli. “Allo stesso modo vanno assicurate le risorse per la gestione della quarantena covid come malattia”. Efficienza energetica, prorogare superbonus al 110% In tema di efficienza energetica occorre prorogare il superbonus 110% ed allargarlo a imprese e professionisti”. Lo chiede Sangalli sollecitando anche un intervento sul finanziamento degli oneri di sistema che pesa sulle bollette.”Vanno ridotti i costi dell’energia anche con la riforma del finanziamento degli oneri generali di sistema. Rappresentano quasi 15 miliardi di euro che costituiscono un quarto del totale della bolletta elettrica.  E questo significa un costo in più per le imprese”. Salvaguardato patto tra generazioni Dal punto di vista del futuro complessivo del sistema previdenziale, “va salvaguardato il patto tra generazioni. Servono, dunque, correttivi per uscire dall’emergenza e che siano in grado di assicurare stabilità e certezze ad aziende e lavoratori”. “Il tema del welfare è strutturale: mette insieme ammortizzatori sociali e politiche attive” aggiunge Sangalli. Ok a Patto per l’Italia ma la soluzione non è il salario minimo per legge  Confcommercio dice sì ad un Patto per l’Italia invocando un deciso “passo in avanti” nella promozione di standard comuni di protezione del lavoro. Ma “la soluzione non è il salario minimo per legge”. E’ questa la posizione espressa dal presidente dell’Associazione, Carlo Sangalli. La soluzione, secondo Sangalli, “è il contratto collettivo nazionale”, quello stipulato da parti “realmente rappresentative” e che garantisce “retribuzioni adeguate e un moderno sistema di welfare sanitario e previdenziale”. I contratti “restano – ha proseguito – un formidabile strumento di tutela e di promozione, non solo del lavoro, ma in generale delle persone e delle loro competenze”. Uno strumento tanto più importante “nell’orizzonte di una buona flessibilità governata e contrattata. Produttività, crescita e crescita dei redditi da lavoro”. E’ questo, a giudizio di Sangalli, “il circuito virtuoso intorno al quale fare convergere gli impegni di parte pubblica, per via di riforme e buoni investimenti, e gli impegni propri delle parti sociali. E’ questo il circuito virtuoso che va valorizzato nella nuova stagione dei rinnovi contrattuali, che coinvolgono milioni di persone, con i relativi servizi di welfare”. E’ questo, dunque, “il Patto che occorre, per mettere al centro dell’agenda politiche, misure e risorse – pubbliche e private – da mobilitare per affrontare le sfide dell’innovazione e della sostenibilità, a partire da quella economia dei servizi che Confcommercio rappresenta”. “Siamo pienamente d’accordo con il Presidente Mario Draghi: no a nuove tasse, perché in questa stagione lo Stato deve dare e non prendere. Abbiamo bisogno di meno imposte, e di imposte più semplici” sottolinea Sangalli. Smart working all’italiana penalizza ristorazione e commercio SulIo “smart working ‘all’italiana, come dice il ministro Brunetta” Sangalli ritiene infine che rischia di penalizzare una lunga filiera dei nostri settori, dalla ristorazione alle attività commerciali, dai trasporti all’immobiliare”.