Germania, al via le trattative per formare la nuova maggioranza del “dopo Merkel”

Al via le trattative in Germania per formare la nuova maggioranza di governo
A Berlino incominciano le trattative per formare la prossima maggioranza di governo ed eleggere il successore di Angela Merkel. C’è già stato il primo incontro tra i vertici dei Verdi e i liberali per discutere di una piattaforma comune. Lo testimonia la foto pubblicata sugli account Instagram del capo dell’Fdp Christian Lindner e della leader del partito ambientalista Annalena Baerbock: oltre a loro due, tutti sorridenti, il segretario generale dei liberali Volker Wissing e il co-leader dei Verdi, Robert Habeck.​Sia sull’account di Baerbock che su quello di Lindner ad accompagnare la foto c’è lo stesso testo: “Nella ricerca di un nuovo governo, stiamo esplorando terreni comuni e ponti oltre le linee di divisione. E li stiamo anche trovando. Tempi eccitanti”.  Verdi e liberali avranno trovato alcuni punti in comune, ma le differenze sono e resteranno molto rilevanti. Una per tutte: i verdi vogliono grandi investimenti pubblici per la transizione ecologica forzando o addirittura abolendo il vincolo del pareggio di bilancio. Un totem intoccabile, invece, per i rigoristi dell’Fdp che hanno già chiesto di ritornare a un maggiore rigore di bilancio. (e si apprestano a chiederlo anche al resto d’Europa).  Quale sia l’esito di questa prima tornata di trattative non è ancora chiaro, ma certamente assolve bene al suo compito, annunciato esplicitamente nei giorni scorsi da Lindner e Habeck: in pratica imporre le proprie agende alla Spd di Olaf Scholz o la Cdu/Csu di Armin Laschet, quest’ultimo però si trova in mezzo alla bufera dopo la debacle elettorale. Cdu, Armin Lascet è sotto accusa Nel campo degli sconfitti più poterono le divisioni personali che l’appartenenza allo stesso schieramento. È stato proprio il capo della Csu Marcus Söder, già rivale di Armin Laschet per la nomina a candidato cancelliere per la Cdu-Csu, ad azzoppare definitivamente le speranza di Laschet di ambire a formare la coalizione di governo. “A questo punto le maggiori possibilità di diventare cancelliere ce l’ha Olaf Scholz”. Söder parla pacatamente, ma sa che le sue parole sono come pietre quando dice che “ora tocca all’Spd provare a fare governo”. E sottolinea esplicitamente: “In questo momento è più vicina una coalizione ‘semaforo'”, ossia formata da Spd, Verdi e liberali, insiste Söder, che pure aggiunge che da parte dell’Unione “rimane comunque la disponibilità ad assumersi responsabilita'” se i socialdemocratici non riuscissero a portare a casa una maggioranza. La bordata del governatore bavarese arriva mentre Laschet cerca di tenere in piedi l’opzione di una coalizione ‘Giamaica’ con i Verdi e i liberali anche se si trova sotto pesante fuoco di fila nel suo stesso campo, dopo la sconfitta elettorale di domenica. Con quasi due milioni di voti migrati verso la Spd e un 24,1%, è il peggior risultato della storia della Decmocrazia Cristiana tedesca.  “Söder fa a pezzi Laschet” I titoli dei giornali non aiutano: “Söder fa a pezzi Laschet”, titola la Bild online, “Laschet: uno spettacolo di indegno”, è la sintesi della Frankfurter Rundschau. In pratica, mentre la Spd spinge sull’acceleratore annunciando primi colloqui con Verdi e liberali “entro la settimana”, il candidato cancelliere cristiano-democratico vede sfumare l’opzione di una coalizione ‘Giamaica’, sapendo che da questa dipende la sua sopravvivenza politica. Proprio dal fronte dei liberali arrivano però le prime docce fredde. Il numero due dell’Fdp, Wolfgang Kubicki, secondo il quale l’opzione ‘Giamaica’ “si sta sbriciolando di ora in ora”, pensa che Laschet “non sopravviverà politicamente questa settimana”, anche perché tra le sue stesse fila le richieste di dimissioni diventano sempre più rumorose. Infatti a chiedere una rivoluzione ai vertici è stato ieri anche il ministro all’Economia Peter Altmaier, un fedelissimo di Angela Merkel.