Olanda, fermato il leader del Partito dell’Unità sospettato di voler partecipare all’omicidio del premier Mark Rutte

Il leader del Partito dell'Unità, Arnoud van Doorn
“Un comportamento sospettoso mentre passeggiava nella stessa area in cui si trovava il premier Mark Rutte”, è stata la molla che ha fatto scattare l’arresto del leader del Partito dell’Unità, Arnoud van Doorn, sospettato dalla polizia di essere coinvolto in un piano per uccidere il premier olandese. Già in allarme da diversi giorni, la sicurezza del primo ministro Rutte è stata recentemente rafforzata perché ci sono timori concreti di un attacco o di un rapimento da parte della mafia marocchina, la cosiddetta Mocro Maffia. È stato il servizio di sicurezza del premier a diffondere la notizia dell’arresto di van Doorn, consigliere comunale all’Aja, interrogato (e rilasciato a fine interrogatorio, ndr) su quei comportamenti ritenuti sospettosi: “Ha bevuto un caffè fatto alcune domande in una palestra per poi passare davanti a una Bmw che si ritiene fosse quella su cui viaggiava il premier”, ha spiegato il legale difensore del politico, Anis Boumanjal. L’avvocato ha definito l’arresto “esagerato”. Doorn, che negli anni scorsi aveva militato nel partito populista Pvv di Geert Wilders, e, dopo esserne uscito, si era convertito all’Islam. In realtà, i magistrati, confermando l’arresto, hanno reso noto che le indagini sono in corso e un portavoce della procura dell’Aja ha affermato che il sospetto è che van Doorn stesse raccogliendo informazioni “in preparazione di un tentativo di uccidere” il premier.