Banca Etruria, sei anni di carcere con interdizione per i pubblici uffici è stata inflitta al finanziere Alberto Rigotti

La condanna a sei anni con interdizione per i pubblici uffici è stata inflitta al finanziere Alberto Rigotti, ex consigliere della banca. Gli altri 23 imputati del processo per il crac di Banca Etruria sono stati assolti. È con questa sentenza, pronunciata stamani dal presidente del tribunale di Arezzo, Gianni Fruganti dopo le repliche della procura e dei difensori, che si conclude il filone principale di indagine sul dissesto dell’istituto di credito aretino. Tra gli assolti l’ex presidente dell’ultimo cda della banca Lorenzo Rosi e Enrico Fazzini, ex presidente dell’Ordine dei commercialisti di Firenze, morto durante l’estate. Nel gennaio del 2019 erano già stati condannati con rito abbreviato altri quattro imputati tra cui l’ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ex direttore generale Luca Bronchi. Nel corso della requisitoria i sostituti procuratori Julia Maggiore e Angela Masiello avevano chiesto pene che in totale assommavano a 64 anni di reclusione. Le pene richieste andavano da un massimo di 6 anni e 6 mesi (per Rigotti) ad un minimo di un anno. Al termine del verdetto è arrivato l’annuncio delle parti civili che presenteranno ricorso contro la sentenza di assoluzione.