Volando sulle ali di DanyBoy

Daniele Papa morì nell’incidente aereo durante una lezione di volo il 25 maggio 2020 precipitando nel Tevere: rinviato a giudizio il pilota-istruttore della Scuola UrbeAero. Il papà Mario solca i cieli a bordo di un Blackshape Prime che viene firmato ad ogni sosta da vecchi e nuovi amici. Il ricordo del giovane per sempre in volo

 Quella che vogliamo raccontarvi oggi è una bella storia legata però ad una tragedia immane, la perdita di un figlio. Vi chiederete, come si possa trovare del ‘bello’ legato alla morte del proprio figlio. Assolutamente niente, per carità. Però quando nella vita si viene travolti da un trauma del genere, o si trova la forza di reagire in qualche modo o si rischia di perdere il controllo della propria vita.
Più di una volta vi abbiamo portato a conoscenza della disgrazia che ha travolto la vita della famiglia Papa. Una famiglia di Cerveteri semplice, unita, amorevole e piena di sogni. Non c’è niente di più bello che vedere i figli crescere, scegliere una strada e percorrerla inseguendo i loro sogni. Anzi, probabilmente è proprio questo il senso della nostra esistenza sulla Terra. Ma se ad un certo punto questa strada si interrompe, si spezza drasticamente e tutto finisce? Ogni giorno successivo a quel maledetto giorno non ha più un senso se non quello di soffrire e convivere con questo dolore lancinante, insopportabile. Che non ti dai pace. Non te ne fai una ragione. Non è giusto… perché proprio a me, perché proprio mio figlio! Ma non puoi farci niente e devi occupare la mente con qualunque cosa possa distogliere il pensiero (anche se impossibile) da quel dolore che non passerà mai. Mario Papa ha perso suo figlio il 25 Maggio 2020. Il giorno in cui i sogni di Daniele Papa, 23enne con la passione per il volo, si fermano per sempre. Un tragico incidente accorso durante una lezione di volo ha interrotto la sua felicità (e quella della sua famiglia) ed una passione che sperava potesse diventare un lavoro. Il velivolo si inabissa sul Tevere a Roma, si salva solo l’istruttore che si trovava al suo fianco. Mario da quel giorno non si da pace. Ha intrapreso una battaglia legale per arrivare all’ottenimento almeno di un po’ di giustizia. E la notizia del rinvio a giudizio del pilota-istruttore che quel giorno era con lui su quel maledetto aereo fa ben sperare la famiglia. La data del processo è stata fissata per il 12 aprile del prossimo anno. E noi continueremo a lottare al loro fianco.
Ma torniamo alla parte bella di questa storia. Premesso che Mario Papa è un pilota professionista e che ha trasmesso la sua passione per gli aerei ed il volo a suo figlio Daniele, ha trovato il suo personale modo di distogliere l’attenzione dal dolore. Ed ha ideato e progettato “DanyBoy”. Si tratta del nome che Mario ha dato al suo nuovo aeromobile Blackshape Prime, acquistato appositamente per diventare l’aereo che solcherà i cieli in ricordo di Daniele. Un’idea davvero appassionante nata da una chiacchierata con la casa orologiera Hangar Italy. L’aereo ha già iniziato a girare il mondo e su di esso vengono apposte le firme di tutti gli amici, vecchi e nuovi, che Mario incontra nel suo tragitto e ogni volta che tocca un aviosuperficie. E ovviamente nessuno si sottrae. Ogni autografo è come una dolce carezza ad un angelo, e di firme ne sono state messe già quasi mille. Il nuovo obiettivo ora è quello di organizzare un “DanyBoy Day” affinché possa diventare un appuntamento fisso ogni anno in memoria di Daniele Papa ma anche di tutte le vittime, giovani e meno giovani, che avevano un sogno, come quello di pilotare un aereo, e che per qualche motivo non ce l’hanno fatta. È difficile parlarne, per un attimo però la tristezza lascia il passo ad un pensiero per nulla banale, e Mario accennando un sorriso: “Sì il ricordo e la commozione vanno bene, mi piacerebbe però che possa essere anche un giorno di festa per radunare tante persone. Vedo bambini pronti a restare a bocca aperta con il naso all’insù per il passaggio di alcuni aerei. Ecco, questo sarebbe un modo per onorare Daniele e tanti bellissimi ragazzi come lui”.
DANIELE PAPA – Abile sciatore, tifoso di calcio, diplomato come perito informatico a Civitavecchia nell’istituto tecnico Marconi. Si era persino inserito nel gruppo Subacqueo della Protezione Civile di Cerveteri. Con i volontari condivideva progetti come quando decise di raggiungere la barriera corallina del Queensland per nuotare tra squali e tartarughe. Si faceva volere bene da tutti. Immaginarlo sorridente si può, alzando gli occhi al cielo ma fissando anche lo sguardo tra le onde: in suo onore è stata calata una targa in marmo nel fondale di Marina di Cerveteri dove lui stesso aveva recuperato, da sommozzatore, la statua della Madonnina. Per poi riuscire finalmente a pilotare un aereo, il suo vero sogno, seguendo la scia del papà. Un ragazzo speciale, dal cuore d’oro, responsabile e maturo.
MARIO PAPA – Classe 1961, Siciliano cresciuto a Linguaglossa ai piedi dell’Etna, il vulcano che è una continua minaccia. Sin dalla tenera età rimase senza i genitori: entrambi mancati ad una sola manciata di giorni l’uno dall’altro. Ha dovuto perciò crescere in fretta insieme ai fratelli ed in Collegio. E la passione per i modellini degli Aerei, tassativamente autocostruiti dal nulla, lo ha accompagnato sin dalla prima infanzia alla scelta di frequentare un Istituto Tecnico (prima a Siracusa e poi a Giarre) è stata la conseguenza di una mai negata passione per tecnica e volo. Non è un caso che, appena questo è stato possibile, si iscrisse per frequentare i Corsi di 1° grado all’Aero Club di Catania, la storica realtà che dal 1934 ha messo le ali a generazioni di persone in un luogo (la Sicilia) incontro di culture. Tra l’acquisizione del 1° e 2° grado ci si mise il servizio militare che per scelta (‘Perché loro possono volare ed io no?‘) fece nella vicina Puglia, nelle Trasmissioni dell’Esercito, lontano quindi dalle sirene dell’Arma Azzurra. Non fece invece resistenze quando chiese di entrare presso l’Accademia Aeronautica ma, pur avendo superato i test d’ammissione, non rientrò in graduatoria vedendo, seppur di poco, sfumare una carriera in Aeronautica Militare. Questo però non fermò i suoi sogni e la voglia di continuare a volare al costo anche di sacrifici e continui escamotage per raggiungere Catania e rientrare, alla sera, a Linguaglossa dopo aver seguito i Corsi di Volo. Giunse l’opportunità di fare domanda all’Alitalia, la Compagnia Aerea che ha storicamente volato con i colori della nostra nazione, ma questa fu gelata con una stringata risposta ‘Al momento non c’è una possibilità ma sappia che deve sapere l’Inglese!‘. Mario non si da per vinto e questa è uno stimolo per una nuova avventura: cercare fortuna all’ombra del BIG BEN a Londra. Qui il tempo ed i rintocchi dei quarti d’ora della grande campana che domina la Big City hanno scandito i ritmi frenetici che Mario, per ben 2 anni, ha condiviso tra i tavoli di un ristorante indossando le uniformi di cameriere e quelle da allievo pilota arrivando a conseguire il passaggio come Pilota Privato Inglese. La dimestichezza con la lingua che piace tra le mura del Palazzo di Buckingham fu anche l’ideale ‘trampolino di lancio’ per una trasferta negli Stati Uniti, meta da sempre ambita da chi ‘ama volare‘. Qui, fermandosi per ben 2 anni, giunse a Fort Worth, la popolosa Città posta a nord del Texas, sui banchi della storica Pegasus Flight Center. Acquisì sia la Licenza di Volo Americana che quella da Istruttore. Al ritorno in Italia per la ricerca di un lavoro fu provvidenziale una informale chiacchierata con un Comandante di Alitalia: la Compagnia di Bandiera stava cercando nuove figure da inserire nel propria flotta! Qui la selezione fu fortunata rispetto la precedente e nell’immediato fu inviato ad Alghero: selezionato sulla ‘Ferrari dei Cieli‘ e ‘facendosi le ossa‘ sul Piper Pa42 Cheyenne alla loro storica Scuola di Volo. C’è stato pure il tempo di una conversione del Brevetto di Volo Americano al 3°grado italiano presso l’Aero Club dedicato ad Arturo Ferrarin che nasce a Venegono Inferiore in Provincia di Varese. Per Mario inizia ad avverarsi il proprio sogno con l’indosso l’uniforme con i gradi da Pilota a segnare l’anzianità di servizio. DC-9, la lunga serie di Airbus (dal 319 ai comandi del 321) sino al arrivare al Boeing 767 e l’Airbus 330.
Oggi l’avremmo potuta definire una vita perfetta quella che Mario con immenso sacrificio era riuscito a costruirsi negli anni. E lo era fino a quel 25 Maggio del 2020. Il giorno in cui i sogni del proprio figlio Daniele si fermano per sempre! Ma il volo e la memoria di Daniele rivive, da ora e per sempre sulle ali di DanyBoy. La filante e colorata livrea del Prime solca ora i Cieli d’Italia ed ad ogni appuntamento trova amici, vecchi e nuovi, pronti a porre la propria ed indelebile firma sulla lunga livrea dell’Aereo nato nelle ‘Terre di Puglia’. Questa nuova vita non ha avuto inizio lo scorso Giugno, quello del 2021, con i primi voli ma bensì prima! Già in officina la Comunità di DanyBoy scelse la migliore livrea da riservare a questo aereo che, con la scritta ANNA, vuole anche ricordare la mamma di Mario. E noi continueremo a sostenere questo progetto entusiasmante al fianco di Mario e, ovviamente, della moglie Franca e della figlia Isabella.