Roma, al Festival del Cinema “Esterno notte” di Marco Bellocchio sul sequestro Moro

Il regista Marco Bellocchio
Stavolta, nella serie prodotta da Lorenzo Mieli e Simone Gattoni con Rai Fiction, ha anticipato il regista, il suo sguardo è rivolto all’esterno: “Mi è sembrato interessante ribaltare il campo rispetto a ‘Buongiorno Notte’, tutto interno alla prigione, qui cerchiamo di guardare fuori – ha chiarito – La serie parte dalla strage e poi si concentra sui personaggi che vivono esternamente la prigionia di Moro, Francesco Cossiga, Giulio Andreotti, Eleonora Moro e i brigatisti”. L’idea della serie in cui recitano tra gli altri Toni Servillo e Margherita Buy gli è venuta, ha raccontato, nel quarantesimo anniversario dell’uccisione dello statista, imbattendosi in una foto che lo ritraeva sulla spiaggia di Torvajanica, vestito di tutto punto in abito di lino, circondato da un gruppetto di bambini. Nella prima delle scene mostrate, Bellocchio, così come aveva oniricamente rappresentato un Moro che usciva dalla sua prigione nel finale del suo ‘Buongiorno notte’, lo sogna appena liberato dalle Brigate Rosse che ricoverato in gravi condizioni in ospedale riceve la visita in ospedale di Andreotti e Cossiga decisi a non rivelare ancora al mondo (“ci vuole cautela, sentiamo prima gli americani”) che lo statista è vivo e non più prigioniero. E alla delegazione democristiana Moro dice tagliente: “Mi dimetto dalla Dc e da tutte le cariche future per incompatibilità”. La seconda scena punta sugli scontri di piazza del marzo ’78 e la terza sul suo incontro con il Papa (Servillo) in cui quest’ultimo si dice preoccupato dell’apertura al Pci e lui lo rassicura: “È indispensabile ora più che mai che il nostro rapporto non si appanni e che i nostri valori restino quelli della Chiesa”. Bellocchio ha svelato inoltre che tre scene della serie sono state girate a Cinecittà, una delle quali nello stesso affaccio su San Pietro costruito per Habemus Papam di Nanni Moretti.