Piano Pnrr, parla il governatore Visco: “Una piena realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza costituisce un’occasione che l’Italia non può perdere, soprattutto per i giovani”

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco
“Una piena realizzazione” del Piano nazionale di ripresa e resilienza “costituisce un’occasione che l’Italia non può perdere, soprattutto per i giovani, ai quali nell’ultimo quarto di secolo il Paese ha offerto modeste possibilità di lavoro di qualità, costringendo molti, spesso i più qualificati, a costruire il proprio futuro all’estero”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo alla 97esima Giornata mondiale del risparmio, sul tema “Risparmio privato e risorse europee per la ripartenza del Paese”, organizzata da Acri, Associazione fondazioni e casse di risparmio. “Il Piano – ha aggiunto il numero uno di Palazzo Koch -, “sosterrà la ripresa nel breve termine, ma il suo successo si misurerà dalla capacità di affrontare i nodi strutturali che frenano la crescita e di mobilitare le risorse private che da troppo tempo stentano a trovare impiego nel nostro sistema produttivo”. Secondo Visco, gli interventi sulle infrastrutture materiali e immateriali, insieme con l’ambizioso programma di riforme che il Paese si è impegnato a realizzare, possono ampliare le opportunità d’investimento privato, accrescendo l’efficienza e la redditività del capitale. L’efficace esecuzione del Piano potrà alimentare la fiducia delle imprese sulla possibilitàdi intraprendere un sentiero di crescita e di domanda sostenute e così favorire un ritorno degli investimenti su livelli strutturalmente più elevati”. “Gli sviluppi registrati dall’economia “inducono a un cauto ottimismo sulla velocità di uscita dalla crisi” e “prefigurano un rapido recupero dei livelli di attività pre-pandemici, pur se con non trascurabili differenze settoriali e distributive”. “Sono emerse, anche nell’area dell’euro, difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime e di beni intermedi, in parte dovute proprio alla rapidità della ripresa, con forti aumenti nei prezzi dell’energia, in particolare del gas. Gli effetti delle strozzature di offerta, che cominciano a sentirsi anche in Italia, sono da valutare come temporanei, anche se potrebbero pesare sulla produzione e sui prezzi più a lungo di quanto inizialmente atteso”. Ripresa oltre le attese “Nel corso di quest’anno, con il successo della campagna di vaccinazione e il perdurante sostegno delle politiche economiche, l’attività produttiva è ripresa a ritmi più elevati di quanto atteso”. “Nel 2021 la crescita del prodotto dovrebbe collocarsi attorno al 6 per cento; il rapporto tra il debito pubblico e il Pil si ridurrebbe già quest’anno, con un netto miglioramento rispetto alle previsioni formulate solo pochi mesi fa”. “Per il nostro paese un ritorno ai livelli di attività registrati alla vigilia dello scoppio della pandemia non costituisce un obiettivo sufficiente”. “Vanno quindi create”, ha sottolineato Visco, “le condizioni affinché il risparmio, non solo nazionale, possa trovare adeguati sbocchi negli investimenti privati; così pure le risorse pubbliche, comprese quelle europee, vanno impiegate per porre solide basi per il ritorno su un sentiero stabile di crescita sostenuta”. Depositi aumentati oltre 200 miliardi “Dallo scoppio della pandemia i depositi di famiglie e imprese presso le banche sono aumentati di oltre 200 miliardi”. “Parte di questa liquidità”, ha aggiunto il numero uno di Palazzo Koch, “diminuirà, fisiologicamente, con il ritorno alla crescita di consumi e investimenti; ne abbiamo visto i primi segnali nei mesi scorsi, con un rallentamento dei depositi e il calo della propensione al risparmio, ancora tuttavia superiore ai livelli pre-pandemici”. Rispetto alla media europea, ha rilevato ancora il governatore, “le famiglie italiane investono in misura minore la loro ricchezza finanziaria in fondi pensione (il 3 per cento contro il 10), allocandone invece una quota maggiore in fondi comuni e in “azioni e partecipazioni” (rispettivamente il 15 per cento contro il 10 e il 21 per cento contro il 18). Solo una piccola parte degli investimenti dei fondi, tuttavia, finanzia imprese residenti: le azioni e le obbligazioni nazionali, infatti, rappresentano il 5 per cento del complesso delle loro attività, a fronte del 34 in Francia e del 14 in Germania. Tra gli investimenti diretti in “azioni e partecipazioni” quelli che riguardano titoli quotati sono pari al 2,4 per cento della ricchezza finanziaria, la metà di quanto si osserva nella media dell’area dell’euro. Sono invece significativi gli investimenti in partecipazioni, tipicamente concentrate in imprese piccole e non quotate”. “Da noi il rapporto tra capitalizzazione e prodotto è inferiore al 25 per cento, contro quasi il 100 in Francia, il 50 in Germania, il 40 in Spagna”. Risparmio produttivo In Italia “vanno create le condizioni affinché il risparmio, non solo nazionale, possa trovare adeguati sbocchi negli investimenti privati; così pure le risorse pubbliche, comprese quelle europee, vanno impiegate per porre solide basi per il ritorno su un sentiero stabile di crescita sostenuta”. Rilancio crescita Il rilancio della crescita è “la via maestra per ridurre il peso del debito, che costituisce un elemento di intrinseca fragilità della nostra economia, perché ci espone al rischio di shock finanziari e crea un’incertezza di fondo che si riflette sugli oneri di finanziamento e scoraggia l’investimento privato”. Secondo Visco, “si può ricorrere al debito per finanziare investimenti cruciali per l’attività produttiva, e in Italia certamente non mancano aree in cui occorre spendere di più, a partire dalle infrastrutture, dall’innovazione e dall’istruzione. Vi si può fare ricorso in condizioni congiunturali avverse per finanziare gli ammortizzatori sociali, e in situazioni di emergenza, come quelle determinate dalla pandemia, per consentire l’attuazione di interventi straordinari. Ma di regola il debito non può essere impiegato a copertura delle spese correnti”. Pensioni “L’incidenza della spesa pensionistica continuerà a salire nel prossimo ventennio per effetto delle dinamiche demografiche; per la stessa ragione anche la sanità e l’assistenza potrebbero richiedere un’estensione dei servizi offerti. Se il Paese deciderà di mantenere o ampliare il perimetro dell’intervento pubblico”, ha raccomandanto, ” occorrerà assicurare che gli interventi trovino adeguata copertura, evitando di finanziare aumenti permanenti della spesa in disavanzo, come è invece avvenuto in passato”. Serve capacità di bilancio europea Nonostante gli eccezionali sforzi messi in campo, “la pandemia ha tuttavia ulteriormente mostrato i limiti degli attuali assetti europei, che non prevedono una capacità di bilancio comune”. “Tale capacità, sufficientemente ampia e con la possibilità di ricorrere all’indebitamento per finanziare progetti di investimento o l’attivazione di ammortizzatori sociali e programmi di welfare comuni, permetterebbe di affiancare una politica di bilancio europea all’azione della politica monetaria nel contrasto di shock economici di vasta portata. Il debito europeo”, ha osservato, “rappresenterebbe inoltre uno strumento finanziario sovranazionale con elevato merito di credito, che faciliterebbe la diversificazione dei portafogli degli intermediari e l’integrazione dei mercati dei capitali europei, accrescendo cosi’ l’efficacia della politica monetaria”. Ridurre disavanzo “Se l’andamento dell’economia continuerà a rivelarsi migliore delle previsioni sarà importante trarne vantaggio per ridurre il disavanzo”. “Con una gestione responsabile delle finanze pubbliche l’Italia può accelerare la diminuzione del rapporto tra debito e prodotto, contenendo così una fonte rilevante di rischio”. In questo modo “si potrà dimostrare che un temporaneo e ampio sostegno all’economia favorito da politiche comuni, se ben indirizzato a rimuovere gli ostacoli alla crescita, non è in contrasto ma può anzi rafforzare la stabilità dell’area dell’euro, con benefici per tutti i paesi membri e in particolare per la nostra società e la nostra economia”. Mattarella: “Clima di fiducia” In un video messaggio il presidente Mattarella ha mandato il suo saluto per la Giornata mondiale del risparmio. “La Giornata del Risparmio è caratterizzata, quest’anno, da una ripresa dei ritmi produttivi e dei consumi delle famiglie, alle quali è associata una ripresa degli impieghi. Il miglior clima di fiducia potrà contribuire a mobilitare rapidamente una preziosa risorsa, come quella del risparmio delle famiglie, tutelata dalla Costituzione, contribuendo alla ripartenza”.