Sondaggio di Supermedia: il Pd (19,7%) avrebbe superato la Lega (19%)

Il segretario del Pd Enrico Letta e il leader della Lega Matteo Salvini
Dopo una lunga pausa dovuta al blackout sui sondaggi (imposto per legge) in occasione della tornata di elezioni amministrative, torna la nostra Supermedia delle intenzioni di voto. Con una novità piuttosto clamorosa: il sorpasso del Partito Democratico sulla Lega, e la retrocessione di quest’ultima al terzo posto. Un primo, chiaro “effetto bandwagon” seguito alla vittoria netta del centrosinistra alle amministrative, dove i candidati sostenuti dal Pd hanno vinto in tutte e le 5 città principali. Al primo posto tra le liste rimane Fratelli d’Italia con il 20,5%. Il confronto con la Supermedia del 16 settembre (più di un mese fa, alla vigilia del blackout) ci dice che il partito di Giorgia Meloni è rimasto tutto sommato stabile, persino guadagnando qualcosa, confermando ciò che il voto ha dimostrato in molti comuni, e cioè che FdI sia ormai il primo partito del centrodestra. Con il sorpasso sulla Lega, il Pd tallona FdI a meno di un punto, salendo al 19,7% (+0,6 in un mese). Per i democratici si tratta del miglior risultato da molti mesi a questa parte: per la precisione da febbraio, prima della nascita del Governo Draghi e delle traumatiche dimissioni di Nicola Zingaretti dalla segreteria del partito. Per contro, la Lega fa registrare il suo dato più basso (19%) da quando è iniziata la legislatura: guardando lo storico, è quasi incredibile come il partito di Matteo Salvini, dopo essere stato il primo partito – virtualmente, ma anche nelle urne – per quasi tre anni, oggi sia tornato quasi alla casella di partenza. Non va benissimo neanche al Movimento 5 Stelle, altro protagonista uscito un po’ ridimensionato dal voto amministrativo: i pentastellati scendono nuovamente sotto il 16%, sull’onda di un risultato di lista decisamente sotto le aspettative, considerato il lungo tour elettorale di Giuseppe Conte. Ma perde terreno anche Forza Italia, che pure era la componente di centrodestra uscita meglio dal voto (con Occhiuto vincitore delle Regionali in Calabria e Dipiazza riconfermato sindaco di Trieste), e che proprio in questi giorni sta attraversando un momento di fibrillazioni interne non indifferenti. L’esito del voto, però, non ha intaccato i rapporti di forza complessivi. In termini generali, il centrodestra resta nettamente la prima area del Paese: la somma di FdI, Lega e Forza Italia (a cui vanno aggiunti i soggetti minori, quotati intorno all’1%) vale infatti ancora più del 48% dei consensi, più della somma di centrosinistra (27,2%) e M5S messi insieme. Ma questa superiorità “virtuale” del centrodestra, come è noto, è destinata a rimanere solo sulla carta, almeno fino alle prossime elezioni. Al momento, a Roma, il centrodestra è diviso tra Governo e opposizione. E anzi, dal punto di vista degli equilibri interni, la componente “governista” di centrodestra è quella che ha perso i maggiori consensi da quando è nato il Governo Draghi, e ad oggi è nettamente meno consistente di quella giallo-rossa (rimasta al contrario sostanzialmente invariata da quando è nato l’attuale esecutivo). Che le recenti amministrative abbiano segnato un punto di svolta, con effetti concreti sul consenso, non è una pura speculazione. Se non bastassero le rivendicazioni dei vincitori e le ammissioni degli sconfitti – sia pure un po’ forzate entrambe – sono gli stessi sondaggi a confermare che l’opinione pubblica le ha percepite in questo modo. Secondo una rilevazione di Ipsos, il vincitore di questa competizione elettorale sarebbe il segretario del Partito Democratico Enrico Letta, indicato dal 44% (molto più di altri protagonisti come Giuseppe Conte o di Carlo Calenda, che pure con la sua lista ha ottenuto un ottimo 20% a Roma).