Allarme della Uil: E’ sempre più bassa la partecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale

La sede della Uil a Roma
E’ sempre più bassa la partecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale: lo scorso anno sono stati 279 (solo il 3,6% del totale, escluso il Trentino-Alto Adige) quelli che hanno ricevuto un premio per la loro attività al contrasto all’evasione a fronte dei 387 dell’anno precedente. E i risultati – con appena 6,5 milioni di euro recuperati nel 2020 (-16,5% rispetto all’anno precedente) – lo dimostrano, soprattutto per quanto riguarda le metropoli. Con il paradosso di San Giovanni Persiceto (28 mila abitanti) che è riuscito a recuperare somme 11 volte superiori a quelle di Roma, 912 mila euro nel comune emiliano e 82 mila nella capitale. E’ lo scenario che emerge dal rapporto del Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della UIL che – elaborando gli ultimi dati del Ministero dell’Interno – evidenzia come dal 2010, anno in cui fu introdotta la norma della compartecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale, questi ultimi abbiano recuperato solo 123,3 milioni di euro frutto di segnalazioni “qualificate” all’Agenzia delle Entrate. Il picco è stato toccato nel 2014 con un incasso di 21,2 milioni recuperati, per poi rallentare e diminuire costantemente a partire dal 2015. In Emilia-Romagna il 20,4% dei Comuni ha attivato attività di contrasto all’evasione fiscale, il quadruplo della Lombardia (5,1%), mentre in Basilicata e Val d’Aosta questo dato è a zero. Il risultato di questo diverso approccio è che in valori assoluti, in Emilia-Romagna il premio riconosciuto ai Comuni ammonta a 2,6 milioni di euro, in Lombardia a 1,6 milioni di euro mentre nel Lazio appena a 87 mila euro. A livello provinciale, se si calcola l’incidenza percentuale dei Comuni che hanno attivato accertamenti sul totale degli stessi, in provincia di Ravenna e Trieste il 33,3% del totale dei Comuni ha ricevuto il premio per la sua azione di contrasto; in provincia di Reggio Emilia il 28,6%; in provincia di Modena il 27,7%; ed in provincia di Ferrara il 26,1%. In 28 province nessun Comune ha attivato le procedure di accertamento, mentre nelle province di Alessandria e Pavia sono solo lo 0,5% e nella provincia di Salerno lo 0,6% (n questo caso con appena 50 euro incassati). Sono risultati “alquanto deludenti, se si paragonano agli alti tassi di evasione fiscale e di irregolarità lavorativa nel nostro Paese, che secondo gli ultimi dati ammontano ad oltre 108 miliardi di euro” sottolinea Ivana Veronese, Segretaria Confederale Uil commentando il rapporto. “I Comuni devono e possono fare molto in chiave antievasione non solo perché così si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse a livello locale, ma anche perché sono i primi presidi sul territorio” sottolinea la sindacalista. “Per questo riteniamo utile – aggiunge la Veronese – rendere uniforme l’attività del processo di partecipazione dei Comuni su tutto il territorio nazionale. Occorre una forte azione di digitalizzazione della pubblica amministrazione locale, utilizzando al meglio le risorse del PNRR, in grado di informatizzare e omogeneizzare l’intero patrimonio informativo a disposizione dei Comuni, unitamente ad un piano di formazione ed aggiornamento del personale degli Enti Locali”. “Perché – conclude – una lotta serrata all’evasione fiscale e contributiva permetterebbe di ristabilire equità e giustizia sociale, nonché di valorizzare il tessuto produttivo in grado di creare lavoro ‘sano’ e ‘duraturo’ “.