Una visita del Papa in Corea del Sud sarebbe molto utile alla pace con il regime di Pyongyang

Papa Francesco
Il presidente, cattolico, della Corea del Sud, Moon Jae-in incontrerà, venerdì prossimo, in Vaticano Papa Francesco. Una visita che potrebbe essere anche propedeutica ad un possibile viaggio del Pontefice in Corea del Nord e che se realizzato, “contribuirà molto alla costruzione della pace nella penisola coreana”.  Per questo motivo, “abbiamo mantenuto una posizione tale da fornire supporto nel realizzarla se le discussioni correlate faranno progressi”, ha affermato la portavoce del ministero dell’Unificazione sudcoreano Lee Jong-joo, in vista dell’incontro che il presidente Moon Jae-in avrà in Vaticano. Lee, nel resoconto dell’agenzia Yonhap, ha aggiunto a tal proposito che “saranno fatti gli sforzi conseguenti”. Nel corso di una  precedente visita il presidente  Moon aveva trasmesso a  Francesco l’invito del  leader nordcoreano Kim Jong-un e il Papa si era dichiarato disponibile al viaggio “se invitato ufficialmente”.  A Pyongyang e dintorni vi erano, fino al 1950, oltre 55mila credenti e 57 chiese edificate, con missionari e scuole ben funzionanti. Segno di una fiorente vita apostolica, tanto che la città era chiamata la “Gerusalemme d’Oriente”. A partire dal 1948 il regime comunista nordcoreano ha iniziato a eliminare ogni traccia della presenza della fede, radendo al suolo le chiese e confinando nei campi di concentramento il personale ecclesiastico e i credenti.